Ancora un sabato nero per i cortei No Green Pass: a Milano bloccato il traffico e aggredito un giornalista. In migliaia a Torino e Roma

Ad aprire il corteo nel capoluogo lombardo c’era anche anche l'ex brigatista Paolo Maurizio Ferrari, uscito dal carcere nel 2004 senza mai dissociarsi dalla lotta armata

Trieste chiama, Roma, Milano e Torino hanno risposto. Si è chiuso l’ennesimo sabato nero per i cortei dei No Green Pass. Da Torino a Roma passando per Milano, le grandi città d’Italia hanno vissuto un’altra giornata di proteste e disagi tra le vie del centro. Forze dell’ordine e manifestanti hanno rubato la scena a passanti, residenti e commercianti: nel cuore delle più grandi città d’Italia continua a divampare la protesta contro il certificato verde obbligatorio a lavoro ma non solo. «Libertà», «No Green Pass» e gli altri slogan contro il governo e Draghi sono stati la colonna sonora delle manifestazioni che hanno seguito l’esempio delle proteste a Trieste. 

Milano: bloccato il traffico e aggredito un giornalista. Disagi fino alle 22
Il corteo dei no Green Pass a Milano ha attraversato il centro della città, dopo essersi trovati in migliaia per il 14esimo sabato di fila già nel pomeriggio, passando lungo corso Buenos Aires, una delle principali arterie dello shopping, raggiungendo piazzale Loreto. Qui le migliaia di manifestanti, dopo alcuni minuti di stallo, hanno ripreso la marcia lungo viale Abruzzi, bloccando la circolazione nell'orario del rientro a casa per molti. Fra gli slogan dei manifestanti, anche il grido di «Nunzia, Nunzia», cioè il nome del vicequestore di Roma Nunzia Schilirò, sospesa dopo la sua partecipazione alla manifestazione contro il Green Pass di Roma del 25 settembre. 

Ma ad aprire il corteo c’era anche anche l'ex brigatista Paolo Maurizio Ferrari, che ha scontato trent'anni ed è uscito dal carcere nel 2004 senza mai dissociarsi dalla lotta armata. Ferrari, 76 anni, è stato anche condannato nel maxiprocesso ai No Tav per gli scontri del 27 giugno e del 3 luglio 2011, quando migliaia di persone si radunarono a Chiomonte per opporsi all'arrivo delle ruspe e delle forze dell'ordine che dovevano prendere il controllo dell'area.

Lungo la giornata non sono mancati momenti di tensione. La manifestazione dei No Green Pass partita da piazzale Fontana a Milano - intorno alle 17.20 - è proseguita in serata su corso Buenos Aires raggiungendo piazzale Loreto. Qui un giornalista del Tg5 è stato aggredito. Almeno 6mila i manifestanti che per l'intero pomeriggio hanno percorso le strade cittadine creando disagi al traffico. Si tratta del 14esimo corteo di sabato contro le misure prese dal governo per contrastare la pandemia. «Si segnalano avvenute tensioni di gruppi di manifestanti che si sono avvicinati con fare ostile e creando pressione sul cordone di Polizia attestato in piazze Cinque giornate a protezione della vicina sede della Cgil e del Tribunale» fanno sapere dalla questura di Milano.

Roma, i No Green Pass al sabato prima del G20
A Roma è stata l’occasione per protestare contro il Green Pass nell'ultimo sabato prima del vertice dei capi di Stato e di governo del G20 del 30 e 31 ottobre. E la Capitale, dopo la settimana di Trieste, torna sotto i riflettori dopo le tensioni in piazza e l'assalto alla Cgil. Due le manifestazioni autorizzate, entrambe nella zona del Circo Massimo. A scendere in piazza sono stati gli attivisti del movimento “Liberi cittadini”, lo stesso del quale fa parte Pamela Testa, arrestata dopo gli scontri del 9 ottobre. Nell'altra manifestazione è arrivata la partecipazione, tra gli altri, dell'attore Enrico Montesano e dell'ex grillina Sara Cunial. 

Torino, 5mila No Green Pass sfilano in centro: insulti a Draghi e Lamorgese

«Noi i morti li rispettiamo, sono loro che non li rispettano perché hanno lasciato morire persone da sole in ospedale senza neanche un parente». Lo ha detto l'attore Enrico Montesano prendendo la parola prima della manifestazione no Green pass al Circo Massimo. «Una manifestazione pacifica e senza cortei», ha assicurato Montesano, spiegando che al sit-in ha dato l'adesione, tra gli altri, l'avvocato Edoardo Polacco che però non potrà essere in piazza. «Vaccinati e non vaccinati siamo tutti uguali - ha detto Montesano - basta con queste divisioni». Secondo la Questura di Roma ai sit-in, sui quali non sembrano esserci particolari timori, dovrebbero partecipare un migliaio di persone. Sono forti i fischi per il premier Mario Draghi e per il ministro Luciana Lamorgese, inclusi i cori – «buffoni» - quando i loro nomi sono stati pronunciati da Enrico Montesano. Diversi manifestanti hanno esposto cartelli con la bandiera tricolore e la scritta «Draghi dimettiti». Qualcuno ha urlato «Uccidiamolo». Con un sit nel piazzale Ugo La Malfa si è conclusa la manifestazione.

Torino in corteo per il 14esimo sabato di fila: via Po invasa
A Torino alcune migliaia di persone si sono date appuntamento in piazza Castello. Agli interventi in solidarietà con i portuali di Trieste si alternano gli appelli a continuare i blocchi e i racconti di avvocati e operai sospesi dal lavoro perché senza Green Pass. Non si sono registrate particolari tensioni, ma c'è stata un'accesa discussione con una troupe del Tgr Piemonte, allontanata al grido «giornalisti terroristi». Anche se gli organizzatori hanno specificato: «La nostra è sempre stata una protesta pacifica, non c'è spazio per chi vuole creare disordini». I manifestanti sono partiti nel pomeriggio da piazza Castello, stavolta con una sorta di servizio di vigilanza che è servito a evitare eventuali infiltrazioni di frange più violente, e hanno conquistato via Po creando un colpo d’occhio che si estendeva dalla piazza al cuore della città alla Gran Madre.

La manifestazione a Siracusa
Sono 500 le persone che hanno partecipato nel primo pomeriggio a Siracusa alla manifestazione contro il Green Pass. Si tratta di una iniziativa, dal nome "Trieste chiama Siracusa risponde" organizzata dall'Opi, orgoglio partite Iva, che si è concretizzata con un corteo, partito alle 15,30 dalla chiesa del Pantheon di Siracusa, nella zona sud di Siracusa, fino a largo XXV Luglio, in Ortigia, il centro storico di Siracusa. Non si sono verificati scontri, a presidiare il corteo c'erano polizia, carabinieri e guardia di finanza. I manifestanti avevano con se diversi striscioni contro il Green Pass ed hanno scandito la loro marcia al grido «libertà, libertà».

I No Vax ad Ancona
I contrari al vaccino delle Marche e non solo si sono ritrovati ad Ancona: una manifestazione autorizzata nel centro del capoluogo regionale, con una cinquantina di partecipanti, e un presidio al porto, con poco meno di cento attivisti. Finora non si sono registrate tensioni e le forze dell'ordine si limitano a presidiare le due aree. Tra i manifestanti, nella centralissima Piazza Roma, l'ex consigliere leghista Sandro Zaffiri, confermato nei giorni scorsi alla segreteria regionale del sindacato Confael (Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori). Più numeroso il presidio di Via Mattei, al porto, attivo dal 15 ottobre scorso e dove è stata scelta una forma di protesta soft per non incorrere nei divieti imposti dalla questura: chi manifesta attraversa la strada sulle strisce pedonali, rallentando il traffico che, soprattutto nei giorni feriali, è molto intenso lungo quell'arteria percorsa in particolare dai mezzi pesanti. Al presidio dei No Vax era presente l'onorevole Paolo Giuliodori (Gruppo Misto), originario di Osimo, che già aveva portato la sua solidarietà ai manifestanti e che nelle scorse settimane aveva supportato la preside dell'istituto “Corridoni Campana” di Osimo, Milena Brandoni, fortemente contraria ai meccanismi di controllo del certificato verde nelle scuole.

(fonte: La Stampa)