Green pass, chi è contro lasci perdere la Costituzione

La questione Green pass continua a tenere banco, e - come spesso avviene - la Costituzione viene chiamata in causa. C’è chi addirittura ritiene che con la "certificazione verde" la Costituzione sia morta. Niente meno. Verrebbe da dire: ma cosa avete letto?

C’è chi addirittura ritiene che con il Green pass la Costituzione sia morta. Ma cosa ha letto?

La questione Green pass continua a tenere banco, e - come spesso avviene - la Costituzione viene chiamata in causa. C’è chi addirittura ritiene che con la "certificazione verde" la Costituzione sia morta. Niente meno. Verrebbe da dire: ma cosa avete letto?

Partiamo da un punto fermo: l’articolo 32 stabilisce che con legge può essere imposto un trattamento sanitario obbligatorio, quindi anche contro la volontà dell’interessato. Che poi la vaccinazione sia uno di questi trattamenti nessuno può contestarlo (cosa sarebbe, altrimenti?). Se non bastasse, lo ha riconosciuto anche la Corte costituzionale: la legge può imporre una vaccinazione al fine non solo di migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche per preservare lo stato di salute degli altri.

E infatti questo punto non viene contestato da (pressoché) nessuno: il ragionamento che però qualcuno fa è un altro. Ovvero: la legge può stabilire l’obbligo, ma siccome non l’ha fatto, prevedere il Green pass è eludere la Costituzione. Ma è proprio così?

Intanto chiariamo che il Green pass è stato previsto con legge: quindi non stiamo discutendo della fonte giuridica (la legge), ma casomai del suo contenuto. E chi sostiene la tesi dell’incostituzionalità del certificato verde vorrebbe dire che la legge può prevedere la vaccinazione come obbligo ma non come onere, cioè come condizione per poter svolgere alcune attività (in sostanza, come ottenere la patente per poter guidare un’auto).

A me pare che questa tesi sia insostenibile per la semplice ragione che nel più sta il meno: se il legislatore può imporre a tutti l’obbligo di vaccinarsi, può anche prevederlo come condizione per poter lavorare o svolgere altre attività. Anzi, questa seconda soluzione è più rispettosa della libertà individuale della prima. E ciò per molte ragioni: in primo luogo, perché il Green pass si può ottenere anche senza vaccinazione, mentre l’obbligo di vaccinarsi non sarebbe superabile; in secondo luogo, perché con il certificato verde una persona può decidere di vivere come un eremita fino alla fine del periodo di emergenza senza bisogno né di vaccinarsi né di fare tamponi, mentre se è stabilito l’obbligo di vaccinarsi deve farlo anche se decide di vivere in una casa sull’albero; in terzo luogo, perché l’obbligo di vaccinazione, una volta imposto e adempiuto dal destinatario, ha effetti "permanenti", mentre l’obbligo di esibizione del certificato ha un arco temporale collegato alla permanenza dello stato di emergenza (che attualmente è stabilito al 31 dicembre 2021). E altre ragioni potrebbero essere addotte. In sostanza: come si fa a sostenere che un obbligo sia più rispettoso della libertà individuale di un onere (cioè di una condizione per poter fare delle cose)? Come scrive spesso la Corte costituzionale, si tratta di "ragioni logiche, prima che giuridiche".

Anche la motivazione, che pure nel dibattito pubblico è stata avanzata, che soltanto l’obbligo di vaccinazione imposto per legge potrebbe garantire il diritto a un equo indennizzo in caso di danno irreversibile alla salute causato dalla somministrazione del vaccino è sbagliata: la giurisprudenza è concorde nel ritenere che il diritto all’indennizzo non scatta in conseguenza di un trattamento obbligatorio, ma in forza del dovere di solidarietà, quando il trattamento sanitario (obbligatorio o raccomandato) sia effettuato nell’interesse della collettività stessa. Come nel caso del vaccino anti-Covid.

Chi è contro il Green pass sostenga pure tutte le ragioni che vuole, ma per cortesia lasci perdere la Costituzione.

*costituzionalista

© RIPRODUZIONE RISERVATA