Tapiro ad Ambra Angiolini, la replica di Striscia La Notizia: “Nessuna fuga e nessuna richiesta di spegnere le telecamere"

La trasmissione ha risposto alla critica della ministra Bonetti sull’episodio che ha visto coinvolta l’attrice: «Sempre rispettato la parità di genere»

«Cara ministra Bonetti, sono il Tapiro d’oro». Inizia così la lettera comunicato con cui Striscia La Notizia ha risposto alle polemiche scatenate dalla consegna del premio ad Ambra Angiolini, per la fine della sua relazione con Massimiliano Allegri. Una pioggia di critiche è arrivata trasversalmente, dai social alla tv, non mancano le accuse di sessismo nei confronti della trasmissione. «Perché sono andati dalla donna e non dall’uomo?» si chiedono in molti. Anche la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti si è aggiunta al coro di proteste, criticando la scelta della trasmissione: «È una vicenda che riguarda la vita privata quindi merita rispetto». «Queste situazioni – ha proseguito la ministra –  non devono mai essere spettacolarizzate: non si deve aprire un dibattito pubblico. Certamente si è scelto di andare dalla donna e non dall'uomo». 

La replica di Mediaset, in un comunicato, è stata in pieno stile Striscia: a rivolgersi direttamente alla ministra è infatti proprio il Tapiro d’oro, che respinge le accuse: «Mi presento: sono il Tapiro d’oro –  così inizia la lettera alla ministra Bonetti – Ci tenevo a scriverle dopo che anche lei - che onore! - ha impegnato alcuni minuti del suo tempo per parlare di me in compagnia delle menti più brillanti della Nazione».

«Negli anni – prosegue l’ironico comunicato – sono finito nelle mani di Stefano De Martino, Diletta Leotta, Riccardo Scamarcio, Belén Rodriguez, Ignazio Moser, Federica Pellegrini, Francesco Monte, ecc. Motivo? I loro cuori spezzati, senza distinzione di genere. Come vede, mi sono sempre fatto un punto d'onore di rispettare le Pari Opportunità». Niente discriminazioni di genere, dunque, Striscia la Notizia rivendica di aver avuto lo stesso trattamento sia nei confronti degli “attapirati” che delle “attapirate”. Poi l’attacco, l’accusa a Bonetti di «solito doppiopesismo rivelatore», non essendosi indignata quando a vedersi consegnato il premio per gli stessi motivi fu Diletta Leotta.

Striscia rivendica la condivisione di Ambra alla consegna, dimostrata a detta della trasmissione, dalla prima parte del servizio non andata in onda e pubblicata sul sito, in cui «l’amica Ambra Angiolini è stata avvicinata in modo amichevole dal ‘tapiroforo’ Valerio Staffelli: nessuna fuga, richiesta di spegnere le telecamere o segnali di fastidio. Anzi!» sottolinea il Tapiro.

Il comunicato prosegue raccontando di come, dopo il post di critica della figlia dell’attrice, Jolanda Renga, alla richiesta di spiegazioni da parte di Staffelli, Angiolini avrebbe risposto: «Oddio, che cosa ha fatto mia figlia!».

La chiusura della lettera, irriverente come al solito, è dedicata a tutti coloro che in questi giorni hanno espresso parole di critica al modus operandi della trasmissione. «Quanti sepolcri imbiancati, prosseneti, finti moralisti o semplici ciarlatani, individui in crisi di astinenza o semplicemente bisognosi dell'esternazione quotidiana si sono sentiti autorizzati a pontificare sull'argomento!».

Tra coloro che hanno espresso sostegno all’attrice, la collega Laura Chiatti, Tiziano Ferro e le giornaliste Selvaggia Lucarelli e Francesca Barra.  Quest’ultima ha criticato la trasmissione, con toni decisi: «Questo è il Paese che non va dal Mister Allegri, dal maschio. –  ha scritto Barra sul suo profilo Instagram –  Questo è il Paese delle grandi battaglie, della solidarietà femminile, dell'empatia. Del "ti faccio male e poi ti sfotto cantando una canzoncina", perché tutto finisce sempre cosi, per sembrare un gioco». Sulla stessa falsariga anche Laura Chiatti: « Esiste una sostanziale differenza tra satira e cattivo gusto –lamenta via social – viviamo in un Paese dove ci si batte costantemente per i diritti e la tutela delle donne attraverso i mezzi di comunicazione, ma spesso sono proprio questi i primi ad involvere ogni progresso e a denigrarci calpestando ogni forma di buonsenso e dignità».

(fonte: La Stampa)