I ristoratori fanno causa al governo per il danno economico subito nel lockdown

Un gruppo di imprenditori della Toscana in presidio a oltranza in piazza Montecitorio: «Gli aiuti che sono arrivati sono stati briciole»

Un gruppo di imprenditori appartenenti a «Tni – Tutela Nazionale Imprese ristoratori Toscana», da alcuni giorni in presidio a oltranza in piazza Montecitorio a Roma, annuncia battaglia per difendere il settore della ristorazione. Si tratta di uno dei comportai dell’economia nazionale in assoluto più colpito durante i mesi del lockdown stretto e anche in quelli successivi con la divisione delle regioni in zone gialle, arancio e rosse.

Ora è stata decisa un'azione collettiva contro il governo per i danni causati da quelle chiusure e «per opporsi alle decisioni messe in atto tramite i Dpcm e che limitano la libertà di impresa».

Gli avvocati del gruppo di imprenditori hanno già depositato la citazione al tribunale civile di Roma. Sotto accusa gli strumenti normativi e i rimborsi  non adeguati se paragonati alle scelte di altri Paesi europei.

L'azione collettiva è stata notificata lunedì scorso ed è promossa da circa cento titolari di ristoratori, bar, pizzerie ed esercizi di somministrazione, per chiedere un accertamento del diritto di ottenere un risarcimento. Bisognerà tenere conto del fatturato di ciascun esercizio, ma anche dei costi variabili e fissi e, più in generale, del danno causato dalla perdita della clientela.

Spiega Tni: «I danni sono dovuti all'impossibilità di esercitare l'attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia».

«Gli aiuti – ha detto il portavoce Pasquale Naccari - sono stati briciole fino ad ora. Coprono al massimo il 4% del fatturato mensile. Siamo stanchi delle promesse, vogliamo fatti».

Per questo motivo prosegue il presidio di Tni davanti a Montecitorio a Roma. La delegazione di ristoratori ha incontrato nei giorni scorsi il capo politico del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, poi il presidente del gruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e la delegazione dei deputati di Fratelli d'Italia, alla quale il portavoce Naccari ha avanzato le richieste della categoria.

(fonte: La Stampa)