Test di Medicina con errore, pubblicati i risultati. Il Miur: la domanda sbagliata non verrà considerata

Ma il presidente di Consulcesi: «Ci sono gli estremi per un ricorso collettivo»

ROMA. Sono stati pubblicato i risultati del test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, sostenuta lo scorso venerdì 3 settembre. Il Ministero dell'Università e della Ricerca comunica però che, al termine della verifica di tutte le segnalazioni arrivate in merito alle domande, un questito è risultato errato (numero 56), a causa della mancanza, nella stampa, di un segno grafico rilevante. Questa domanda verrà quindi «neutralizzata», attribuendo a tutti il punteggio di 1,50 indipendentemente dal fatto di avere o non avere fornito alcuna risposta.

Nel documento pubblicato lo scorso venerdì sul sito accessoprogrammato.miur.it contenente i quesiti e le risposte - spiega ancora il ministero dell'Università e Ricerca - per le domande 2, 21 e 23, diversamente da quanto indicato, la risposta corretta non era la «A» ma, rispettivamente, la «E», la «E» e la «D». È stato, quindi, pubblicato ora il documento corretto e aggiornato.

Secondo Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, il network legale che da anni porta avanti una battaglia al fianco degli studenti, «gli errori presenti nelle 60 domande dei test di ammissione fanno emergere una grave mancanza di attenzione, talvolta di competenza, da parte della Commissione preposta alla stesura del test stesso. Queste inaccettabili irregolarità, oltre a compromettere il futuro di migliaia di giovani aspiranti medici, producono un ulteriore imbuto formativo che indebolisce il già compromesso sistema sanitario nazionale». Secondo Tortorella, «il riconoscimento da parte delle istituzioni del grave errore nell'impostazione dell'esame, fa emergere tutti i presupposti per un ricorso collettivo».

Sulla questione, Rosalba Cimino, deputata del Movimento 5 Stelle, annuncia su Facebook: «Ho depositato un'interrogazione alla ministra Maria Cristina. E' il momento di far venire alla luce il meccanismo attraverso il quale vengono prodotti i test di ammissione a Medicina. La legge prevede l'istituzione di ben due comitati di esperti, un tavolo tecnico chiamato per proporre gli argomenti oggetto del test, che devono essere strettamente attinenti ai programmi delle scuole superiori e non possono esulare da questi ultimi, e un'altra commissione chiamata a proprio a validare i quiz». «Con ben due comitati composti da figure professionali di alto livello – prosegue la Cimino – è inevitabile domandarsi come sia possibile che sussistano irregolarità negli argomenti oggetto dei quesiti, con la presenza di nozioni che non fanno parte dei programmi ministeriali». 

Intanto sulla quesione numero chiuso che ogni anno riaccende le polemiche, la ministra Messa chiarisce: «Il numero per Medicina è deciso in base a calcoli seri sul fabbisogno che vengono dati nella Conferenza Stato Regioni. Sono calcolati in maniera precisa e corretta. Quindi, se abbiamo bisogno tra cinque anni 14mila medici vuol dire che abbiamo bisogno di 14mila medici e non di più. Il numero di aspiranti è estremamente ampio, 70 mila. E se non riescono neanche a seguire i corsi, in che ospedali li mandiamo? In quali aule? E' chiaro che occorre in qualche modo riuscire ad avere il numero corretto per poter insegnare in qualità». Sul come fare a selezionare questo numero, conclude, «sono aperta a trovare metodi diversi». 

(fonte: La Stampa)