Senza il Green pass non si lavora: tutte le regole dal 15 ottobre

Il governo all’unanimità: dal 15 ottobre obbligatorio nel pubblico e nel privato. Tamponi a basso prezzo fino al 31 dicembre, quelli molecolari saranno validi per 72 ore

Roma. «Questo decreto è per continuare ad aprire». Mario Draghi tira dritto. Come annunciato, il Governo estende l’obbligo del Green pass: dal 15 ottobre servirà a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e del settore privato. Senza non si potrà avere accesso ai posti di lavoro. Il provvedimento incassa l’approvazione di tutti i ministri, compresa quella della delegazione leghista, nonostante i continui distinguo arrivati da Matteo Salvini negli ultimi giorni. «Questo provvedimento ha un ampio consenso, lo si è visto nella cabina di regia, nella conferenza unificata, ed è stato votato all’unanimità in Consiglio dei ministri – riassume la ministra di Forza Italia Maria Stella Gelmini – Draghi è riuscito a fare una sintesi delle diverse sensibilità».

Niente tamponi gratis


Resta il no ai tamponi gratis per tutti – lo saranno solo per i fragili e chi è esente dalla vaccinazione – chiesto dal Carroccio, ma il ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti porta a casa prezzi calmierati per i test antigenici rapidi, anche in farmacia, per i lavoratori (costeranno 8 euro per gli under 18 e 15 per tutti gli altri, fino al 31 dicembre quando è fissata la scadenza dello stato di emergenza).

Controlli e sanzioni

Come per la scuola, i lavoratori sprovvisti di Green pass verranno sospesi dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, mentre sono previste sanzioni da 600 a 1.500 euro per i lavoratori e da 400 a 1.000 euro per i datori di lavoro, cui toccherà far rispettare le disposizioni, “beccati” a eludere i controlli.

Nessuno, in ogni caso, potrà perdere il proprio posto di lavoro. «Le sanzioni legate al mancato utilizzo del Green pass non devono in alcun modo essere agganciate o agganciabili a un percorso che porti al licenziamento», mette in chiaro Andrea Orlando. L’obbligo, poi, sarà valido anche per tutti gli organismi eletti, mentre si applica l’autodichia – ovvero la facoltà di cui godono alcuni organi costituzionali di decidere autonomamente e in deroga al principio di separazione dei poteri – per quel che riguarda gli organi costituzionali: nel decreto si invitano cioè Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.

Spettacoli e sport

Botta e risposta, sia nel corso della riunione della cabina di regia che in Consiglio dei ministri, tra Dario Franceschini e Roberto Speranza sulla possibilità di aumentare la capienza massima di cinema, teatri e palazzetti sportivi. Il ministro per i Beni culturali rinnova la richiesta di allentare ulteriormente le restrizioni dato l’utilizzo della certificazione verde, ma il titolare della Salute – che pure si dice in «piena sintonia» con il collega – replica che bisogna aspettare «qualche settimana e vedere come il Paese regge all’apertura della scuola». Draghi condivide e alla fine nel decreto si mette nero su bianco la disponibilità del Governo a riesaminare le misure di distanziamento e valutare l’aumento della capienza (e l’apertura delle discoteche, come chiesto da Giorgetti) dopo il parere del Comitato tecnico scientifico che si esprimerà entro il 30 settembre.

Smartworking

Dovrà essere affrontata in precise linee guida affidate al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e al titolare del dicastero del Lavoro Andrea Orlando, e poi controfirmate dal presidente del Consiglio, la disciplina dell’obbligo del Green pass per chi è in smartworking. Brunetta, comunque, ribadisce la linea: «Con questo provvedimento – sottolinea – riapriranno le nostre città perché ci sarà una riapertura in presenza, nel privato come nel pubblico, e questo è il più grande contributo alla crescita».

C’è tampone e tampone

Cambia, infine, come richiesto dalla Lega e dalle Regioni la validità dei tamponi molecolari. «Il governo – spiega Speranza – ha già dato parere favorevole a un emendamento al provvedimento in esame alla Camera che prevede 72 ore della vigenza dei Green pass con test molecolari, per i test antigenici resta invece a 48 ore».

NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE...
In tutti gli uffici come nelle scuole: lo smart working non sarà  l'alternativa

Come ampiamente annunciato, l’obbligo di Green pass che già vale per il personale scolastico viene esteso a tutti i dipendenti pubblici, sia quelli che lavorano negli uffici a contatto con il pubblico sia quelli che svolgono mansioni diverse. In tutto sono 3,2 milioni di italiani. Lo smart working non è un’alternativa, nel senso che potrà essere previsto o meno indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia dotato di Green pass. Come già avviene nella scuola e nell’università, chi dovesse presentarsi al lavoro senza essere vaccinato o senza un tampone negativo verrebbe rimandato a casa e registrato come assente ingiustificato.

...E NELLE AZIENDE PRIVATE
Dai ristoranti alle fabbriche: bisogna averlo anche se non si è a contatto col pubblico

È il segno dell’accelerazione impressa dal presidente del Consiglio Mario Draghi alla lotta al contagio: anche per tutti i 14,8 milioni di dipendenti privati dei vari settori, il Green pass diventa indispensabile per lavorare. L’obbligo entra in vigore dal 15 ottobre, come per i dipendenti pubblici. Dovranno quindi essere vaccinati o comunque dimostrare di non essere contagiati e contagiosi sia coloro che lavorano nelle attività dove il Green pass è già da settimane obbligatorio per clienti e utenti (ristoranti e bar al chiuso, palestre e piscine, cinema e teatri, luoghi dove si svolgono spettacoli ed eventi sportivi, fiere e congressi, eccetera) sia coloro che lavorano nelle fabbriche o in qualunque altro tipo di azienda privata.

CONTROLLI
Sarà  il caporeparto a dover verificare il rispetto della nuova normativa

La procedura e le responsabilità dei controlli saranno le stesse previste negli ambiti dove l’obbligo di Green pass è già in vigore, dunque come nelle scuole, nelle università e nelle Rsa. Spetta al capoufficio o al caporeparto – che sarà preposto a questa funzione dall’azienda (pubblica o privata) – verificare che chi si presenta al lavoro sia vaccinato o in grado di esibire un tampone negativo. Nei pubblici esercizi o nelle attività private questo compito spetta al datore di lavoro. In caso di controlli delle forze dell’ordine che accertassero la presenza sul lavoro di soggetti senza Green pass scatterebbero le sanzioni sia nei confronti del lavoratore (multe da 600 a 1.500 euro) sia di chi doveva controllarlo (multe da 400 a 1.000).

SANZIONI
Multa di 1.500 euro, stipendio sospeso dopo cinque giorni ma niente licenziamento

Chi verrà sorpreso sul lavoro senza Green pass sarà sanzionato con una multa da 600 a 1.500 euro. Per chi provasse a contraffare il certificato scatterebbe invece una denuncia alla procura. Chi, più semplicemente, verrà respinto all’ingresso dell’ufficio o dell’azienda perché privo del pass sarà considerato assente non giustificato. E dopo cinque giorni (sia nel pubblico che nel privato) sarà sospeso, senza stipendio, almeno fino al 31 dicembre, data fino alla quale è in vigore (sempre che non sia prorogato) lo stato di emergenza e di conseguenza il provvedimento assunto ieri. La sospensione per mancanza di Green pass non sarà qualificata come sanzione disciplinare, perciò non si tradurrà in licenziamento.

PER I QUATTRO MILIONI ANCORA A RISCHIO
Tampone valido per 72 ore se molecolare, soltanto 48 ore se invece è rapido

Sono quattro milioni e centomila i lavoratori non ancora vaccinati: poco più di un quinto del totale di 18 milioni, composto da 3,2 milioni di dipendenti pubblici e 14,8 milioni di dipendenti privati. Anche loro dovranno o vaccinarsi o essere in grado di dimostrare di essere guariti da Covid nei sei mesi precedenti oppure dovranno, ogni volta che si presentano al lavoro, esibire un tampone negativo fatto nelle 48 ore precedenti (se test rapido) oppure 72 ore (se test molecolare). Per avere il Green pass basta una dose di vaccino: in questo caso è valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione fino a quando non si riceve la seconda dose; dopo la seconda dose il pass si riceve entro due giorni ed è valido 9 mesi.

DA 8 A 15 EURO
Test a prezzi calmierati per chi non è immunizzato, gratis per gli esenti

Niente tamponi gratuiti ai non vaccinati. Malgrado l’insistenza dei sindacati, il governo non ha ceduto su questo punto: non si può far pagare a tutta la collettività la scelta di chi si ostina a non immunizzarsi. È stato però confermato che, fino al 31 dicembre, i tamponi saranno garantiti a prezzo calmierato: 8 euro per i minorenni, 15 euro per gli adulti. Il tampone sarà invece gratuito per tutti coloro ai quali, per motivi sanitari, non è possibile somministrare il vaccino. È stato anche stabilito che non dovrà pagarlo chi lo dovrà utilizzare nel tempo strettamente necessario – un paio di settimane – a ottenere il Green pass dopo la prima dose del vaccino.

DAL 10 OTTOBRE
Per chi lavora nelle case di riposo obbligo di vaccino come negli ospedali

Prima del 15 ottobre, data dell’entrata in vigore del “super Green pass” varato ieri, c’è un’altra scadenza importante: il 10 ottobre. Da quel giorno tutti coloro che a qualsiasi titolo lavorano nelle Rsa (operatori sociosanitari, infermieri, ma anche addetti alle mense o a qualunque altro tipo di servizio) dovranno essere vaccinati. Per loro, che lavorano a stretto contatto con anziani e persone fragili, scatta l’obbligo che vale già per il personale sanitario. Chi non lo rispetterà sarà sospeso dal lavoro e non percepirà lo stipendio fino a quando non dimostrerà di essere in regola con la disposizione emanata dal governo la scorsa settimana.

MENTRE PER I VIAGGIATORI NO
Su bus, metropolitana e treni regionali Green pass per autisti e controllori

Dal 15 ottobre dovrà avere il Green pass anche chi lavora a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale dove il passaporto verde non è obbligatorio per i viaggiatori: autobus, tram, metropolitane, treni regionali, taxi. Autisti, macchinisti e controllori dovranno quindi seguire le stesse regole già in vigore per i colleghi che lavorano nei treni a lunga percorrenza, nelle navi e negli aerei, dove l’obbligo di Green pass è stato introdotto il mese scorso anche per gli utenti. Resta libero, ma potrebbe essere materia per un eventuale prossimo decreto, l’accesso ai mezzi pubblici locali per i pendolari, gli studenti, chi si muove in città.