Milano, bodyguard ma anche artisti di strada per gestire la movida

Obiettivo: tutelare a vita dei residenti. Il Comune stanzierà duecento milioni di euro per il protocollo di sicurezza

Un protocollo per “gestire” la movida nelle zone più calde della città, come ad esempio i Navigli e Porta Venezia. In particolare, si tratterà di limitare la vendita di vetro e lattine per limitare il consumo di alcol da mezzanotte alle sei di mattina. Ad essere interessata dalla misura in modo più stringente è soprattutto la zona di via Lecco e via Melzo “che in questo momento preoccupa” in cui sarà vietato totalmente, attraverso delle ordinanze a partire da inizio settembre, anche l’asporto di vetro e lattine, sempre dalla mezzanotte alle sei di mattina. Il protocollo è stato siglato dal Comune di Milano, dalla Prefettura, da Confesercenti e da Epam con l’università Bicocca di Milano, l’Ats Città Metropolitana di Milano e l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria. Il Comune stanzierà per attuare il protocollo 200 mila euro ma, ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala, “è solo un inizio. Nessuno sa come evolverà la cosa ma ci sembrava giusto dare un segno”. L’obiettivo è, ha chiarito il Prefetto Renato Saccone, “tutelare la qualità della vita dei residenti” anche perché “una città vissuta è anche una città più sicura”. Tra le iniziative previste dal protocollo c’è anche l’impiego degli artisti di strada che, formati a dovere, dovranno aiutare le forze dell’ordine a “rendere la situazione più distesa” nelle zone cruciali della movida milanese, come già accade con un progetto simile a Torino. A queste figure si aggiungeranno quelle della sicurezza privata, che lavoreranno insieme alle forze dell’ordine. Le principali aree interessate dal protocollo sono la zona Duomo-Mercanti, corso Garibaldi-corso Como-via Monte Grappa, Darsena-Navigli, Brera, Colonne di San Lorenzo, piazzale Archinto, quartiere Lazzaretto-via Lecco-via Melzo, Arco della Pace, quartiere Isola, piazza Minniti-via Borsieri, NoLo e via Tortona, nei fine settimana. Intervento a margine della presentazione poi il sindaco Sala ha ribadito che “se vinceremo noi, lo dico con nettezza, andremo avanti su Area B e su Area C, perché crediamo che sia per il bene dei milanesi e che significhi per Milano dare il proprio contributo a risolvere un problema drammatico come il climate change”. Sabato  lo sfidante, Luca Bernardo, aveva invece spiegato che in caso di sua vittoria avrebbe tolto Area B e rimodulato Area C. Ma Sala ha replicato che “per me la salute e quello che respirano i milanesi sono prioritari. Ogni giorno vediamo i disastri che nascono dai problemi che si generano per il cambiamento climatico, che a sua volta nasce dall'inquinamento”. E ha concluso: “Credo che una città saggia come Milano debba farsi carico per la sua piccola parte di questo problema”. 

(fonte: La Stampa)