Sperimentazione, dna, infertilità, aborti e danni: cinque bufale sui vaccini anti-Covid

Si diffondono le teorie no vax: ne abbiamo selezionate cinque e sottoposte al virologo Fabrizio Pregliasco

TROPPO VELOCI

NO VAX. È una delle teorie principali che i no vax usano per motivare la loro contrarietà nei confronti della vaccinazione anti Covid-19: a differenza degli altri vaccini, è stato troppo poco – secondo la loro tesi – il tempo che la scienza ha avuto a disposizione per creare (e spquindi erimentare) le dosi per contrastare il Covid. Per questo – a loro dire – i vaccini non sono sicuri

PREGLIASCO. Nulla di più inesatto, spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto ortopedico Galeazzi di Milano. «Gli studi che hanno portato all’approvazione dei vaccini contro il Covid-19 non hanno saltato neppure una delle fasi di verifica relative a efficacia e sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale – sottolinea il virologo –. Anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero molto elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini: stiamo parlando di 30-40mila persone coinvolte, non qualche decina. La rapida messa a punto e approvazione del vaccino contro il Covid si deve sì allo stato di emergenza legato alla pandemia, ma soprattutto alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi rapidi e a un nuovo processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie, che hanno valutato i risultati di volta in volta che questi venivano ottenuti e non, come invece si faceva in precedenza, solo quando tutti gli studi erano completati».  

MODIFICANO IL DNA

NO VAX. Per scoraggiare le persone a non vaccinarsi (e motivare il loro negazionismo), i no vax sostengono in una delle loro tesi: i vaccini anti-Covid prodotti da Pfizer e Moderna – quelli che, in sostanza, sfruttano la tecnica dell’Rna messaggero (la molecola che trasferisce l’informazione genetica dal Dna alle proteine, ndr ) – modificano il codice genetico della persona che riceve il siero  

PREGLIASCO. Una teoria del tutto infondata, sottolinea il professor Pregliasco. «Il compito dell’Rna messaggero (molecola che contiene le informazioni genetiche, ndr ) è solo di trasportare le istruzioni delle proteine da una parte all’altra della cellula, senza però mai entrare nel nucleo – spiega il virologo –. È come se il vaccino fosse un fax che deve arrivare alla stampante: viene inserita un’informazione genetica che conduce alle cellule. Queste macrocellule sono i ribosomi (strutture molto complesse incaricate della sintesi delle proteine, ndr ) che, nella nostra metafora, sono le stampanti: producono tante copie della proteina spike (meccanismo che il coronavirus usa per agganciarsi alle cellule e introdursi nel nostro organismo, ndr ). Così il nostro sistema immunitario riconosce il coronavirus. E lo blocca». «Il vaccino anti-Covid – conclude Pregliasco – non contiene le “istruzioni” per modificare il Dna e l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula: questo significa che non può in alcun modo alterare il codice genetico. Infine, l’Rna messaggero si degrada dopo poco tempo, una volta esaurito il suo compito»

CAUSANO INFERTILITA' E ABORTI

NO VAX. Quello che i no vax vogliono instillare è un clima di terrore. E, con le loro teorie prive di alcun fondamento scientifico, mirano a spaventare anche le donne in gravidanza o chi abbia intenzione di diventare genitore. E, per farlo, attraverso i loro canali fanno circolare false notizie sulla correlazione tra il vaccino anti-Covid e l’infertilità. Il siero, per loro, provocherebbe addirittura aborti

PREGLIASCO. «Questa teoria scatena la peggior torbidità: i no vax lo sanno bene e, per questo, sfruttano le paure, agendo, purtroppo, su un terreno molto sensibile: quello che riguarda la sfera di chi vuole o sta per diventare genitore», precisa il professor Pregliasco. «Sul fronte dell’infertilità, sono stati condotti degli studi ed è stato dimostrato che i vaccini anti-Covid non modificano la quantità e la qualità dello sperma: in questo caso non ci sono controindicazioni – spiega il virologo –. E non ce ne sono neppure per le donne in gravidanza. Anzi, la vaccinazione è consigliata, soprattutto se si inocula il vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech o Moderna. Tengo a sottolineare, infatti, che non ci sono rischi né per la mamma né per il feto. E non bisogna avere timore neppure delle possibili reazioni avverse che potrebbero manifestarsi, anche in una donna incinta. Restano le stesse, infatti, di tutte le altre persone che ricevono il vaccino anti-Covid: stiamo parlando di un lieve aumento della temperatura o dolore al braccio. Gli studi finora condotti dicono che rischi non ce ne sono»

SVILUPPANO LA MALATTIA

NO VAX. I vaccini non solo non servirebbero a proteggerci dal Covid-19, ma addirittura ne sarebbero la causa. Questa un’altra delle teorie che i no vax usano per tentare di scoraggiare le persone a sottoporsi alla vaccinazione. Come a dire: anziché creare una barriera contro il virus, il vaccino anti-Covid aprirebbe le porte dell’organismo, facilitandone l’ingresso

PREGLIASCO. No, non è proprio possibile. Il professor Fabrizio Pregliasco non ha dubbi: non ci sono evidenze scientifiche sul fatto che i vaccini anti Covid-19 inneschino la malattia. «Anche questa tesi dei no vax è del tutto priva di alcun senso – spiega il virologo –. Con i vaccini contro il Covid-19 non viene somministrato alcun virus, né vivo né attenuato, come invece accade con alcuni sieri, come ad esempio quello contro il morbillo. Ma solo le istruzioni per produrre un frammento del virus, la proteina spike (che il coronavirus sfrutta per agganciarsi alle cellule, ndr ), che non può causare l’infezione o la malattia: di conseguenza, dopo aver ricevuto il “messaggio”, gli anticorpi bloccano il virus, non ne facilitano il suo ingresso nelle cellule». «I vaccini – conclude Pregliasco – consentono la produzione di anticorpi in modo selettivo contro la proteina spike , con l’unico obiettivo di bloccare l’ingresso del virus nelle cellule. I vaccini, quindi, non possono causare la malattia né in coloro che si vaccinano senza aver contratto il virus e neppure nelle persone che si vaccinano dopo aver contratto l’infezione » . –