Omicidio Willy Duarte, la testimonianza dell’amico: “I fratelli Bianchi tiravano calci e pugni. Lui era a terra con le convulsioni”

"Conoscevo Willy dai tempi della scuola, siamo entrambi cuochi e quando ci incontravamo parlavamo del lavoro, di ragazze. L'ho rivisto quella sera, mezz'ora prima che Belleggia mi colpisse all'improvviso con un pugno facendomi cadere dalle scale. A Belleggia (Francesco, ndr) ero andato semplicemente a chiedere spiegazioni sul perché il suo amico (che mi hanno poi riferito essere Mario Pincarelli) avesse fatto degli apprezzamenti poco graditi a una ragazza che era nel mio gruppo. Quando mi ha fatto cadere ho perso i sensi, sono rivenuto poco dopo e ho rivisto Belleggia sul luogo dell'aggressione. Ci siamo nuovamente confrontati, stavolta con qualche spinta, fino all'arrivo dei fratelli Bianchi. La piazza si era riempita di gente".

Inizia così, nell'aula della Corte di Assise del Tribunale di Frosinone dove è in corso l'udienza del processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, la testimonianza di Federico Zurma, amico di Willy. "I due fratelli mi hanno solo sfiorato, finendo addosso ai ragazzi che ci separavano. Ho visto che iniziavano a dare calci e pugni alla gente - prosegue il ragazzo - sono rimasto impietrito. A quel punto il mio amico Alessandro mi ha preso per un braccio e mi ha detto 'questa è gente pericolosa, andiamocene'. Mi sono voltato e dopo 5 passi una voce ha gridato 'Willy a terra'.  Intorno a lui si è radunata una folla mentre Willy aveva le convulsioni. C'era chi provava a farlo respirare meglio - prosegue Federico Zurma - C'era tantissima gente e ho deciso di indietreggiare, per lasciare spazio e sono andato via".

(fonte: La Stampa)