Ecdc: quattro regioni italiane in giallo nella nuova mappa Covid, in rosso scuro alcune aree dell’Olanda e della Spagna

Un cambio cromatico che vuol dire che la situazione è già peggiorata

BRUXELLES. Lazio, Veneto, Sicilia e Sardegna, sull’Italia soffia il vento di nuove chiusure. Il numero di aumento di contagi e il tasso di nuovi positivi è tale che il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) ha rivisto i colori di queste quattro regioni, non più verdi ma arancioni. Un cambio cromatico che vuol dire che la situazione è già peggiorata. La decisione alimenta il dibattito nazionale, con la politica divisa sull’utilizzo del green pass per la vita sociale e l’ipotesi di introduzione di nuove limitazioni.

L’ECDC utilizza quattro diversi colori per il diverso grado di gravità sanitaria: verde, arancione, rosso e rosso scuro. L’ordine va da una situazione di minore a maggior numero di nuovi contagi e positivi. Nel caso italiano, dunque, il deterioramento della situazione viene certificato a livello europeo, e questo rischia di rendere più difficile il compito degli amministratori locali più flessibili, decisi a fare di tutto per evitare nuove chiusure.

Ma la situazione peggiora, e non solo l’Italia. Il rischio di una nuova ondata ormai è generalizzato. «La tempesta non è ancora passata», avvertono gli esperti dell’organismo Ue. L’aggiornamento della cartina geo-sanitaria dell’Ue vede Spagna e Portogallo colorate di rosso e rosso scuro, la Francia quasi tutta arancione. E poi aumento di casi e contagi in Belgio, Paesi Bassi, Cipro, Malta Grecia. Gli indici epidemiologici sembrano indicare che la riapertura estiva abbia fatto male soprattutto ai Paesi mediterranei che di turismo fanno buona parte della propria fortuna.

Preoccupa soprattutto l’avanzata della mutazione del virus. «La variante Delta si sta diffondendo rapidamente», avverte ancora il il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie. Da qui l’invito a vaccinare e farsi vaccinare. «Una dose non è abbastanza, quindi non dimenticatevi la seconda dose».

La mappa europea dei contagi viene realizzata ogni giovedì, per dare una mano agli Stati membri dell’Ue nel coordinamento delle politica di risposta alla pandemia. E’ sulla base delle valutazioni del’Ecdc che si stabilisce la linea d’azione. Al peggiorare della situazione, nuove restrizioni a livello europeo tra Paesi possono essere introdotte. Il sistema di certificato digitale europeo per il Covid, concepito per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Ue, prevede il cosiddetto «freno d’emergenza», la possibilità di reintrodurre obblighi di tampone e quarantena.

(fonte: La Stampa)