Coronavirus in Italia, il bollettino del 22 luglio: 5.057 nuovi casi, 15 decessi. Indice di positività al 2,3 per cento

Salgono ancora da 4.259 a 5.057 i contagi oggi in Italia con tasso di positività che si impenna di mezzo punto percentuale salendo al 2,3%. Sono 15 i morti mentre restano stabili i ricoverati in terapia intensiva ma aumentano (+38) quelli nei reparti di medicina.

Passano da 134 a 155 i contagi in Piemonte dove il tasso di positività dal 2,4 al 2,9%. In Lombardia scendono invece da 564 a 513 con tasso di positività invariato all’1,5%.
Altra impennata di nuovi casi Covid-19 in Veneto, con 819 contagi in 24 ore (ieri erano 457 e 600 l'altro ieri), che portano il totale a 430.664 da inizio pandemia. Lo riferisce il bollettino della Regione che non segnala decessi. I morti da inizio pandemia sono fermi a 11.629. Crescono anche gli attuali positivi (+60) che sono 8.642. Negli ospedali vi sono 247 (+16) ricoverati nelle aree mediche, mentre scende a 18 (-2) il numero dei pazienti in terapia intensiva. L’incidenza dei casi settimanali ogni 100mila abitanti sale così a 68,5. E a 150 si va in giallo a prescindere dal tasso di occupazione dei posti letto.

Risalgono da 324 a 447 i nuovi positivi in Emilia Romagna, dove il tasso di positività dall’1,7 sale al 2,2%. Nuovo balzo dei contagi giornalieri in Toscana: i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati diffusi dal governatore Eugenio Giani, sono 505 su 12.442 test. Il tasso dei nuovi positivi è 4,06% (8,0% sulle prime diagnosi. )Ieri i casi erano stati 306 su 11.451 test, segnando già un aumento superiore di tre volte rispetto a quelli della settimana precedente. Il numero dei contagi giornalieri riporta la regione ai livelli di maggio: l'ultima volta che i casi avevano superato quota 500 era stato il 20 maggio, con 559 positivi ma con un tasso di positività quasi dimezzato.

Continua l’escalation di casi nel Lazio, saliti da 616 a 792, dei quali 519  a Roma. Il tasso di positività in regione dal  5,3 passa al 7,7% e l’incidenza dei casi a 68,4.

In Puglia casi in aumento da 139 a 154 con tasso si positività che dall1,9 passa al 2,1%. Lieve calo dei contagi invece in Sardegna da 274 a 246 con il tasso di positività in discesa dell1,2% ma l’incidenza dei casi settimanali che resta alta all’82,1.

La settimana 14-20 luglio 2021, rispetto alla precedente, mostra un incremento del 115,7% di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2, ovvero 19.390 rispetto a 8.989. Questa «impennata di nuovi casi va di pari passo a un'inversione di tendenza sul fronte ospedaliero»: i ricoveri con sintomi sono stati 1.194 rispetto a 1.128, pari a +5,9, e le terapie intensive 165 rispetto a 157, pari a +5,1%. È quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe che vede anche crescere, dopo mesi di decremento i casi attualmente positivi (49.310 rispetto a 40.649) mentre sono ancora in calo i decessi (76 rispetto a 104, pari a -26,9%).
«Sul fronte dei nuovi casi - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si registra un netto incremento settimanale, verosimilmente sottostimato da un'attività di testing insufficiente e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso ora più difficile dall'aumento dei positivi». Nel dettaglio, nella settimana 14-20 luglio in tutte le Regioni si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi rispetto alla precedente e sono ben 51 le Province in cui negli ultimi 14 giorni si rileva una crescita superiore al 20%.
Questo aumento dei casi inizia a vedere un effetto anche nel numero di casi gravi che necessitano il ricovero. Nei reparti di area medica e in terapia intensiva, l'occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid rimane per ora molto bassa, intorno al 2%, in base al monitoraggio dell'Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari Regionali (Agenas). «Tutte le Regioni registrano ancora - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari del Gimbe - valori inferiori al 10% per l'area medica e al 5% per le terapie intensive. Inoltre 7 le Regioni che non contano pazienti Covid in area critica. Tuttavia, Dopo 14 settimane di riduzione degli indicatori ospedalieri si registra un'inversione di tendenza con lieve incremento dei ricoveri».

Sono al palo» le somministrazioni delle prime dosi di vaccino anti Covid, tanto che in 7 giorni sono solo il 15% del totale. Mentre «a fronte della diffusione della variante Delta che si avvia a diventare prevalente, continuano a preoccupare i quasi 4 milioni di over 60 a rischio di malattia grave non coperti dalla doppia dose di vaccino». Di questi 2,15 milioni (12%) non hanno «ancora ricevuto nemmeno una dose mentre 1,79 milioni (10%) sono in attesa di completare il ciclo con la seconda dose». È quanto evidenzia il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe che nel dettaglio sottolinea come in particolare tra gli over 60, l'88% ha ricevuto almeno una dose di vaccino, «con un incremento settimanale irrisorio» a livello nazionale (+0,4%) e nette differenze regionali: mentre Puglia, Umbria, Lazio, Lombardia e Toscana hanno superato il 90%, la Sicilia rimane ferma al 79%.

«Affidare un peso eccessivo agli indicatori ospedalieri per `colorare´ le Regioni concretizza un `rischio non calcolato´». Mentre «il Green pass può giocare un ruolo cruciale» ma nell'immediato il suo utilizzo impone il «superamento di alcuni ostacoli» e comunque sarebbe difficile applicarlo per ristoranti e bar. Questa la posizione della Fondazione Gimbe su due nodi caldi all'ordine del giorno del dibattito politico e del confronto tra Governo e Regioni.
Per quanto riguarda l'attesa modifica dei parametri per la colorazione delle regioni che dovrebbe dare più peso alle ospedalizzazioni e meno ai contagi, spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, è collegata a tre problemi: «innanzitutto fa perdere di vista il monitoraggio della circolazione del virus, la cui diffusione ha comunque un impatto ospedaliero proporzionale». Inoltre «è un indicatore meno tempestivo in quanto la curva delle ospedalizzazioni segue con ritardo quella dei nuovi casi». Questo fa sì che «l'introduzione di eventuali provvedimenti restrittivi sarebbe tardiva e produrrebbe un miglioramento solo dopo settimane». Pertanto, «se Governo e Regioni intendono abbandonare il parametro dei contagi servirebbe prevedere soglie molto basse per gli indicatori ospedalieri per rimanere in zona bianca».

Lazio, Veneto, Sicilia e Sardegna in giallo, come buona parte della Francia e del Belgio. L'Ecdc ha pubblicato mappe aggiornate sull'incidenza del contagio da Covid, con i numeri di casi per abitante, che aumentano in tutta Europa. Quelli più alti, in rosso scuro sulla mappa, sono in diverse regioni dell'Olanda e della Spagna, a Cipro e in alcune isole greche. La Regione di Bruxelles è in rosso, come la Corsica, il Lussemburgo e l'Irlanda.

(fonte: La Stampa)