Draghi: “Con il Recovery cambieremo il mercato del lavoro in Italia”

Il premier a Porto: “14 miliardi per le infrastrutture al Sud, 4,6 miliardi per gli asili. E incentivi per assumere giovani e donne”

«Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza cambieremo il mercato del lavoro in Italia». Lo assicura il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Porto social summit a Porto, in Portogallo. Il premier delinea gli investimenti nei settori chiave per i prossimi anni, finanziati con i fondi europei, per la ripartenza e la svolta del Paese. In particolare, «4,6 miliardi verranno impiegati per migliorare gli asili e alleviare il carico di lavoro alle madri, ma il governo si impegnerà anche nella lotta contro la povertà infantile».

Un capitolo importante è rappresentato dal Sud, dove vive un terzo della popolazione italiana: «14 miliardi verranno impiegati per migliorare i trasporti» nel Meridione. Il Covid, ha detto il premier, ha acuito le differenze sociali e di genere, donne e giovani hanno pagato gravemente e più di tutti. Per questo 6 miliardi serviranno per riformare il mercato del lavoro, con la clausola di condizionalità su tutto il Recovery plan tesa a incoraggiare le aziende ad assumere più giovani e più donne, perché «società inclusive sono più resilienti, non più fragili». 

Recovery plan, Draghi: "6 miliardi per riformare le politiche attive"

Il sogno infranto dell’Europa

Il premier italiano parla del nostro Paese e poi allarga l’analisi alla Ue: «Un giovane su sette non è occupato, né frequenta un corso di istruzione o di formazione. In Italia siamo vicini a uno su quattro. Il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne nell'Ue si attesta a 11,3 punti percentuali. In Italia è quasi il doppio. Un terzo della popolazione italiana vive nelle regioni del Sud, ma la sua quota di occupazione totale è solo di un quarto». Ancora: «Così come durante la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano in Europa, sono i nostri giovani e le nostre donne a pagare il prezzo di questa tragedia». Fratture che hanno «profonde radici storiche e culturali, ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche». Sul mercato del lavoro comunitario: «Troppi Paesi Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti - in genere i lavoratori più anziani e maschi - a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare». 

Draghi: "In Ue troppe diseguaglianze, il modello sociale non funziona"

Ma il sogno europeo «è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali». 

Ad aprire i lavori a Porto anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha citato la letteratura italiana: «Il mondo sta cambiando e anche noi dobbiamo cambiare. Come ha detto il celebre Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: tutto deve cambiare perché tutto resti come prima. Dobbiamo agire sul cambiamento climatico e voglia che l'Europa sia all'avanguardia nella transizione digitale, ma anche dare vita alla promessa sociale dell'Europa e questo ci ha portato oggi a Porto», ha aggiunto la presidente.

"Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima" Von Der Leyen cita il Gattopardo (ma fraintende il senso della frase)

(fonte: La Stampa)