Due indagati per la morte di Luana. La mamma dell’operaia: “Lavorava in fabbrica per costruirsi un futuro e sognava il cinema”.

Luana D'Orazio 

Parla Emma Marrazzo: «Il nostro pensiero adesso è per mio nipote che ha cinque anni e mezzo e ancora non ha chiesto niente». E poi: «Mi ha chiamato la sua titolare, è distrutta e non sa come sia successo»

PISTOIA. La procura di Prato ha aperto un'inchiesta sulla morte di Luana D'Orazio ed ha iscritto stasera due persone nel registro degli indagati. Lo apprende l'ANSA da fonti inquirenti. Le iscrizioni sarebbero legate agli accertamenti tecnici che si stanno concentrando sulla valutazione del funzionamento dei dispositivi di sicurezza del macchinario tessile, un orditoio, in cui è rimasta incastrata la giovane operaia di 22 anni, madre di un bambino di 5, in una ditta di Montemurlo il 3 maggio scorso.

Grande l'emozione suscitata da questo fatto nel distretto tessile. Incomparabile il dolore della famiglia. «Luana era bella, buona e umile. Era contenta del lavoro che svolgeva anche se poi tutti i lavori possono pesare, anche i più leggeri, ma le piaceva lavorare. Era bella, solare, amava la vita, non litigava. Era solare, si vede dalle foto, anche su Facebook. Aveva tanta voglia di lavorare per costruirsi un futuro perché era fidanzata da due anni». Così, parlando coi cronisti davanti all’abitazione, Emma Marrazzo ha ricordato la figlia Luana D'Orazio, l’operaia 22enne morta in un incidente sul lavoro in una ditta tessile. «Luana aveva studiato all'Einaudi», istituto professionale di Pistoia, «poi al terzo anno ha interrotto, è nato il bimbo. Luana era ragazza madre». Parole anche da nonna: «Ora il nostro primo pensiero è il bambino, al quale non faremo mancare nulla, anche se gli mancherà l'essenziale, l'amore della sua sua mamma. È un bambino di 5 anni e mezzo - prosegue la donna - ma è molto intelligente. Non mi ha chiesto niente, ma qualcosa ha capito. Ha visto purtroppo solo quei poverini che hanno avuto il brutto obbligo di venirmi a dire cos'era successo, i carabinieri di Pistoia. Non sapevano neppure loro come fare a dirmelo, ma gli è toccato farlo».

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La donna racconta che «era contentissima di aver fatto la comparsa in un film di Pieraccioni, era stata contattata tramite una nostra amica, aveva fatto il casting ed era stata presa». Aveva partecipato come comparsa al film Se son rose, del 2018, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni. «Credo che le sarebbe piaciuto lavorare in quell'ambiente e, magari diventare famosa. Ma non così».Lo stesso regista la ricordata sui social con un messaggio: «L'ho avuta come comparsa nella scena di una festa. Il ricordo di quella scena, una festa spensierata di ventenni, aggiunge ancora più dolore. Perché la vita a vent'anni dovrebbe essere e continuare così, come una festa. È una notizia terribile, vista la sua età e la modalità dell'incidente. Lascia un bambino di cinque anni, non ci sono parole. Per quanto possa servire, mando un abbraccio fortissimo alla sua famiglia».

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«Mia figlia non ha detto nulla, i colleghi hanno solo detto che non l'hanno vista più alla macchina» tessile dove lavorava, «la tragedia è grande non solo per me ma anche per i datori di lavoro». La signora Marrazzo ha parole di vicinanza anche per la datrice di lavoro di Luana: «La titolare della ditta mi ha chiamato, poverina, è distrutta. La ditta si chiama come mia figlia e la proprietaria si chiama come mia figlia. È tanto dispiaciuta, ha detto che non sa come ha fatto, com’è successo».

 

Intanto, a un giorno di distanza dalla tragedia, la comunità di Montemurlo nel Pratese si ferma per stringersi virtualmente attorno alla famiglia colpita dal lutto. «Sono profondamente scosso da quanto avvenuto - commenta il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai - e mi fa ancor più male sapere che questa ragazza era madre di una bambina, un pensiero che mi lascia davvero sgomento».

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Dello stesso avviso, anche l'assessore comunale e vicesindaco, Giuseppe Forastieri che ieri poco l'incidente si è presentato in azienda: «La cittadinanza è sconcertata, è un colpo duro da digerire. È inaccettabile che si possa perdere la vita durante il lavoro, c'è commozione per questa vita spezzata e tanta rabbia». L'azienda, l'orditura Luana, dall'incidente di ieri mattina è vuota: le macchine sono spente, gli operai a casa, l'area sotto sequestro in attesa delle verifiche. Dentro ci sono solo i tecnici del dipartimento prevenzione che cercano di capire cosa è andato storto affinchè la giovane operaia rimanesse incastrata nei rulli dell'orditoio e finisse stritolata nel macchinario tessile». 

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(fonte: La Stampa)