Iss: “Sarà un Natale Covid, l’epidemia ci sarà per un altro anno e mezzo”. Il Governo valuta i ricongiungimenti familiari

Sul tavolo del prossimo Dpcm il nodo delle festività ma anche la riapertura delle scuole, degli impianti di sci e seconde case

Sarà un Natale Covid. «Unico» spiegano i vertici dell’Istituto superiore di Sanità. Un Natale, chiarisce Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel quale dovremo evuitare le aggregazioni. Quello causato dalla pandemia, infatti, «è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un'alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa, e stiamo mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro, alcune probabilmente in maniera permanente». Tutto ciò, anche se la curva del contagio rallenta. Rallenta, ma non basta tenuto anche conto delle vittime di oggi. I casi, dunque, restano ancora elevati. 

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«L'obiettivo è passare dalla fase di mitigazione a quella di contenimento, ma serve un numero molto più basso di nuovi casi quotidiani», spiegano gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità. Per questo, ancora oggi è difficile cosa saremo a Natale. «Dipenderà – chiarisce Brusaferro – da come scenderà la curva». «Non ci sono scorciatoie». Sul fronte governo, intanto, in vista del Dpc oggi il premier Giuseppe Conte ha incontrato i capi delegazione: sul tavolo l’opzione di aprire ai ricongiungimenti familiari. La riunione tra il premier e i capigruppo, sul nuovo dpcm anti-Covid, è ancora in corso. Il presidente del Consiglio ha sottolineato, viene spiegato, il problema della chiusura degli hotel solo in montagna. Le nuove misure sarebbero valide dal 21 dicembre al 6 gennaio.

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(fonte: La Stampa)