Covid, Brusaferro: “Il rischio resta alto ma la saturazione degli ospedali è più lontana”

Un servizio di test rapido effettuato da una farmacia a Roma

Il presidente dell'Istituto superiore di sanità mette in guardia: «Non cantiamo vittoria e continuiamo a rispettare le misure». Locatelli: «Non replichiamo gli errori dell’estate, ci vogliono restrizioni più forti»

ROMA. Giornata di buone notizie a Roma: «Siamo in una fase di plateau, auspichiamo che tenendo duro e rispettando le misure possiamo tornare a un livello accettabile, per convivere con il virus». Queste le parole il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro nella consueta conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio operato dalla Cabina di regia, che ha comunicato che «la probabilità di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un pò allontanata. Ciò vale sia per area medica sia per terapia intensiva». 

«La curva epidemica negli ultimi giorni – ha spiegato – comincia ad appiattirsi, vediamo un rallentamento della crescita dell'incidenza» dei casi di Covid-19. «Abbiamo un carico di 351 casi per 100mila abitanti in 7 giorni, con differenze regionali: in alcune regioni abbiano numeri a due cifre» e non più a tre. «Abbiamo detto che il primo indicatore a muoversi è l'Rt e il secondo è l'incidenza».

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E poi: «L’età media dei contagiati lentamente cresce e per ora resta sotto la soglia della prima ondata - continua Brusaferro - ma ora coinvolge pienamente la fascia oltre i 70 anni, mentre per i decessi si superano gli 80 anni». Sul fronte dei ricoveri «ovunque è stata superata la soglia di rischio, sottraendo letti ad altre patologie, anche se si è allontanata la soglia di saturazione a 30 giorni grazie ai nuovi interventi messi in campo». Ma attenzione: «Ma non dobbiamo cantare vittoria, l'indice Rt cresce ancora e bisogna rispettare le misure introdotte». 

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Resta infatti «un rischio altro per la maggior parte delle regioni, sia a causa dell'incidenza, che resta alta, sia perché i livelli di degenza e terapia intensiva sono molto impegnati». Positivo ma cauto anche il commento di Franco Locatelli, il presidente del Css: «Tutto indica come la strategia di diversificazione delle misure abbia avuto una sua manifestazione di efficacia, ma dico a chiarissime lettere che questi indicatori di miglioramento e decelerazione della curva devono essere un invito a essere ancora più stringenti e rigorosi. Bisogna scendere a Rt sotto 1. I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre ma questa è una ragione per insistere. Evitiamo di ripetere gli errori della scorsa estate». Anzi: «Questi indicatori di miglioramento, di decelerazione della curva, devono spingerci ad essere ancora più stringenti e rigorosi».

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