Pisa, l’accusa di una mamma: “Mio figlio Down rimasto a casa da scuola perché manca l’insegnante di sostegno”

Sei anni, ha saltato il primo giorno perché non può essere affiancato. La dirigenze scolastica: «Abbiamo solo due maestre per 14 alunni disabili». Un caso anche a Roma

PISA. Non è stata nominata la maestra di sostegno e un bambino di 6 anni con la sindrome di Down ha dovuto rinunciare al suo primo giorno di scuola, in prima elementare. Succede in provincia di Pisa, e la madre del bambino ha denunciato la vicenda in un post su Facebook. «Mio figlio da una settimana faceva le prove davanti allo specchio, col grembiule e lo zainetto, felice e impaziente di andare per la prima volta a scuola. La settimana scorsa ho partecipato a una riunione con la preside e i genitori nella quale ci sono state illustrate le regole anti-Covid e spiegato come la scuola sia stata rinnovata, predisposta e attrezzata anche con maxi schermi».

«Alla fine della riunione - prosegue la madre - ho chiesto informazioni per il sostegno a mio figlio». La donna riferisce che dai responsabili della scuola le sarebbe stato risposto: «Abbiamo solo due maestre per 14 disabili».

Un caso analogo a Roma
Una vicenda simile è stata segnalata anche a Roma, dove un bambino di 9 anni, autistico, che frequenta l'istituto Pio La Torre, è arrivato accompagnato dalla mamma per cominciare il nuovo anno, ma dopo il saluto ai compagni è stato costretto a tornare a casa, senza sapere quando potrà davvero andare a scuola perché «manca l'insegnante di sostegno».

Questo caso è stato segnalato dal padre, Francesco. «Per quelli come mio figlio, che soffre di autismo, la scuola non inizia oggi e chissà quando comincerà - spiega il genitore - . L'insegnante di sostegno purtroppo non è disponibile perché l'assistente assegnato deve dividersi tra più istituti e le altre maestre non si prendono la responsaiblità di tenere mio figlio in classe, visto che non lo sanno gestire. Sono stanco di vedere mio figlio, insieme ad altri 500mila ragazzi in Italia, trattato peggio di un cane. Lui beneficia della legge 104 e avrebbe diritto alla copertura per l'intero orario scolastico. Ma resta tutto sulla carta. La cosa più grave è che non c'è nessuno che sappia indicare una data, nulla».

(fonte: La Stampa)