Cattolica, indagati i vertici della società: faro sulle assemblee della cooperativa

Perquisita la sede: la procura di Verona ipotizza l’illecita influenza per il presidente e due manager. La compagnia ribadisce l’assoluta correttezza e validità delle operazioni: avanti con l’ingresso di Generali

Il presidente del Cda di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni, il direttore generale Carlo Ferraresi e il segretario del Cda Alessandro Lai sono indagati dalla procura di Verona per l’ipotesi di reato di illecita influenza sull'assemblea.

Venerdì scorso la Guardia di finanza, su mandato della procura del capoluogo scaligero, ha acquisito una serie di documenti nella sede della compagnia assicurativa. Gli accertamenti fanno seguito ad un’altra acquisizione di documenti sempre da parte della Gdf avvenuta nel dicembre scorso e fanno riferimento alle assemblee dell'aprile dello scorso anno, quando era ancora alla guida come amministratore delegato Alberto Minali e quando per le nomine era stata presentata una sola lista, e alle assemblee del giugno 2020 e di venerdì 31 luglio.

«Le delibere assunte nell'assemblea del 31 luglio 2020 sono valide a tutti gli effetti e l'importante operazione con Generali proseguirà come previsto», è la replica di Cattolica alle notizie sull’indagine. Nella nota, la società ribadisce «l'assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell'indagine», dando anche «immediata e piena collaborazione all'autorità giudiziaria».

L'assemblea di venerdì - per la quale, come nell’assemblea precedente, la società si è avvalsa di Computershare per la verifica delle deleghe e delle procedure di voto - ha approvato la trasformazione in spa, rendendo così possibile l’ingresso nel capitale di Generali, che si è impegnata a iniettare nella compagnia fino a 300 milioni di euro. L’ingresso delle Generali fa seguito alle richieste dell'Ivass, l'authority sulle assicurazioni, che ha chiesto alla compagnia veronese di raccogliere in tempi brevi almeno 500 milioni di euro per rafforzare la propria solidità patrimoniale.

All’assemblea di venerdì, che ha sancito la fine della forma cooperativa che resisteva da oltre 100 anni, hanno preso parte 2.700 degli oltre 18 mila soci (il 14,5%). L'approvazione - per cui era necessario il voto favorevole del 66,7% dei partecipanti - ha visto la vittoria del sì con il 70,7% di favorevoli e il 29,1% di contrari. I sì, che sono stati 1.910, l'hanno spuntata sui 785 no per un centinaio di voti. L’aumento di capitale che sancirà l’ingresso di Generali è atteso per fine settembre, al quale seguirà l'offerta della tranche da 200 milioni in opzione.

Il fronte contrario all'accordo con il Leone, coordinato dall’associazione CasaCattolica, si riserva di impugnare anche questa assemblea, al pari di quella dello scorso 27 giugno, oggetto di un ricorso che sarà discusso al Tribunale di Venezia il 17 agosto. CasaCattolica contesta «il disatteso articolo dello Statuto» che prevede l'unanimità per la trasformazione della forma societaria e l'asserito ritardo con cui Cattolica ha reso noto quella parte degli accordi che potrebbero portare a una fusione di Cattolica nelle Generali. L'intesa peraltro indica tra le condizioni sospensive dell'aumento riservato l'impugnativa dell'assemblea sulla spa.

(fonte: La Stampa)