Eurovision 2022. Achille Lauro “stripper” sarà l’ambasciatore del Titano a Torino: «Voglio essere unico»

L’artista sul palco di Torino da rappresentante di San Marino annuncia: «Mostrerò qualcosa di completamente nuovo»

TORINO. Uscito dalla porta sul retro dopo Sanremo, Achille Lauro sale sul palco di Eurovision di Torino dalla porta principale. Il cantautore romano parteciperà al festival della musica internazionale come rappresentante di San Marino. Una scelta che è stata definita da più parti come controversa ma che rispecchia pienamente il mood controcorrente edeciso dell’artista. La sua canzone è “Stripper” e ricalca in pieno lo stile un po’ strascicato, glamour e punk che ormai è una cifra stilistica.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla tua esibizione sul palco durante le semifinali?
«Il mio lavoro non si limita soltanto a fare il cantante, in generale si parla di una creazione di performance musicali a tuttotondo, a 360 gradi che spaziano anche nel mondo artistico. Sono anni che in Italia proponiamo questo tipo di performance tentando di essere perlomeno unici. Mi sento fortunato perché sto lavorando con diverse case di moda: ho un rapporto molto solido con il direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, con cui mi confronto. Porto sul tavolo le mie idee e insieme riusciamo a portare un mondo nostro. In questo senso la canzone rispecchia questo approccio: è un manifesto di libertà».

Come consideri il fatto che da italiano rappresenti San Marino in un evento internazionale che ha luogo in Italia?
«Non vivo questi eventi come una competizione tra gli Stati. Credo che questa sia semplicemente una bella opportunità per confrontarmi con qualcosa di più grande, un modo per presentare quello che facciamo a un pubblico più ampio».

Alcuni commentatori denunciano una certa somiglianza estetica con i Maneskin...
«In generale tutti conoscono da dove siamo partiti e le nostre differenze. C’è stato un bel dibattito ma il pubblico sa da quanto tempo io porto le mie performance sui palchi. Conosco i Maneskin ma credo di essermi distinto per il mio stile particolare e unico».

Da dove viene la tua sicurezza nelle esibizioni?
«Si parte da molto lontano. Nel 2018 ho fatto 150 date in Italia. Ho suonato nei garage, sono cresciuto in una Comune di artisti. La mia carriera mi ha portato a suonare davanti a migliaia di persone. Credo che sia questo il motivo per cui sul palco mi sento a mio agio».

Qual è il tuo obiettivo?
«La cosa più importante è essere unico, mostrare qualcosa che non è mai stato fatto prima. È bello vedere sul palco la creazione di qualcosa di proprio, che rispecchia la propria identità».

Sei sempre stato molto aperto quando si parla di genere. Che consiglio dai a chi ha problemi ad accettarsi per quello che è?
«Ho sempre portato sul palco una scelta di libertà, a prescindere dalla questione del genere. In generale credo sia importante conservare questo atteggiamento quando si parla di essere se stessi nella propria vita. L’unico consiglio che posso dare è semplicemente accettarsi per quello che si è».

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