Berlusconi non è un semplice caso giudiziario

Silvio Berlusconi

Rieccolo. Sulla scena immobile del teatrino italico ritrova il suo spazio l'inventore di un genere di successo, la personalizzazione della politica. Silvio Berlusconi, 84 anni il prossimo 29 settembre, ha colto il momento per provare a rimettersi al centro dell'attenzione. Salvini depotenziato dai propri errori, il patto Pd-M5S virato nell'inconcludenza, la magistratura offuscata dai maneggi di un ex "numero uno" come Luca Palamara e della sua corte, insomma un quadro di debolezza e di confusione del sistema di cui approfittare.

Un'indiscrezione del "Riformista" sulla sentenza di condanna della Cassazione del 2013 e un'intervista a "Repubblica" su un possibile nuovo assetto di governo con il sostegno di Forza Italia sono gli spunti per un'inaspettata nuova giovinezza del martire di Arcore. Quella condanna definitiva a 4 anni di reclusione per la maxi-evasione fiscale Mediaset (200 milioni di fondi neri) gli costò la decadenza dal Senato nel 2014: fu danneggiata la democrazia, ha detto al Tg2. Si riapre il tormentato rapporto politica/giustizia del ventennio berlusconiano. I suoi in queste ore invocano un ipotetico risarcimento, la nomina a senatore a vita anticipatrice dell'ascesa al Quirinale quando Mattarella terminerà il settennato. Scenario improbabile, all'altezza dell'ambizione del personaggio.

Colpisce l'ambiguità della ricostruzione della sentenza di sette anni fa. Il relatore della Cassazione, Amedeo Franco, morto un anno fa, si recò dopo la condanna da Berlusconi e rivelò che la corte di cui faceva parte si comportò come un "plotone d'esecuzione". Fu registrato a sua insaputa ed ora che non può più spiegare né giustificare alcunché, ecco che spunta il nastro. D'altra parte in questi mesi gli italiani non hanno letto di meschini affari grandi e piccoli gestiti dalle correnti giudiziarie dentro e fuori il CSM? Di carriere barattate a tavolino con l'assenso di qualche parlamentare? Pagine amare per chi ingenuo si è illuso che ci fosse solo la magistratura ad arginare il malcostume. Vicende queste ultime, sia chiaro, estranee a Berlusconi, ma stavolta l'ex Cav sa che i suoi vecchi slogan contro la magistratura politicizzata suonano meno stonati. Nell'imbarazzo di Pd e cinquestelle. "Le forze della sinistra non hanno saputo analizzare l'essenza del berlusconismo. Ne hanno negato addirittura la natura politica. Lo hanno quindi ridotto a fenomeno caricaturale, espressione di un consenso effimero in quanto mediatico. Al massimo ne hanno fatto un caso giudiziario. Ma non sono mai riusciti ad andare a fondo nei legami sociali che Berlusconi ha intrecciato con la realtà economica del nostro Paese", così scrivevo su questo stesso giornale nel lontano 2013. Sette anni dopo temo che la questione resti irrisolta.

 

 

--© RIPRODUZIONE RISERVATA

La guida allo shopping del Gruppo Gedi