L’ultima voce di mercato: Jorge Lorenzo e la Ducati, Un clamoroso ritorno al posto di Danilo Petrucci

Il momento difficile, lo “strike” di Montmeló,  il rapporto complesso con la Honda e quelle parole di Domenicali... 

Leggete un po’. «Purtroppo, da un pilota così esperto non ci si aspettano certe cose». «L’errore ci ha messo fuori gioco, è davvero un peccato in ottica Mondiale». «Forse un rookie poteva commettere un errore così».

La prima dichiarazione è di Davide Tardozzi, team manager Ducati. La seconda di Luigi Dall’Igna, capo di Ducati Corse. La terza di Massimo Meregalli, team director della Yamaha. Tutti, più o meno duramente, condannano quanto avvenuto domenica scorsa nel Gran premio della Catalogna, condizionato dalla “cappellata” madornale di Jorge Lorenzo, che in un colpo solo, arrivando lunghissimo in una staccata e facendosi tradire come un principiante dall’impazzimento della moto, ha buttato a terra Andrea Dovizioso, Maverick Viñales e Valentino Rossi. Con tanti ringraziamenti, ovviamente, da parte di Marc Marquez, che in questo modo è volato come un missile verso la vittoria e il consolidamento della leadership nella classifica del campionato mondiale.


Lo spagnolo cinque volte campione del mondo si è scusato davanti ai taccuini e alle telecamere, ma questo non oscura la gravità dell’errore per un pilota del suo livello e lo stato di crisi che sta attraversando, ormai da un bel po’. Lorenzo stenta a ritrovarsi, fatica a ricordarsi chi era e a trovare il bandolo della matassa. Quello che sta vivendo è un periodo agonistico davvero molto difficile.

Con il passaggio in Honda, parecchi mesi fa, sembrava che tutto dovesse tornare a filare liscio come quando correva con la Yamaha. Invece no. Dopo un debutto da dimenticare in Qatar, anche gli altri round del calendario sono andati male. E i problemi non sono solo di carattere fisico, come lui stesso ha più volte rimarcato in alcune occasioni. È sicuramente vero che i postumi dell’infortunio allo scafoide sinistro e della costola sono sicuramente fastidiosi e possono causare tuttora qualche problema, ma il nocciolo della questione sembra essere la mancanza di feeling con la sua Honda Rc213v. E, soprattutto, con sé stesso.

«Sono preoccupato – aveva confidato Lorenzo dopo la partenza in salita in campionato – ma so che i risultati arriveranno. Siamo solo alle prime gare, ma ho un contratto per quest’anno e per l’anno prossimo e quindi spero che la Honda cercherà di darmi quello che mi serve con lo stesso impegno che ci sto mettendo io. Ora devo dimostrare di che pasta sono fatto. Questi sono i momenti in cui si dimostra la differenza tra chi è un campione e chi non lo è. Sono un campione, quindi ce la farò».

Parole importanti, impegnative. A cui, però, non hanno corrisposto i fatti. E la Honda, che ha sborsato un ingaggio cospicuo, anche se parecchio ridotto rispetto alle precedenti annate, per il maiorchino (circa quattro milioni), comincia a fare pressione. Il team, finora, ha cercato di accontentare Lorenzo in tutti i modi, portando pezzi nuovi senza soluzione di continuità per cercare di renderlo più comodo sulla moto (serbatoio e sella personalizzati) e di farlo rendere al massimo delle sue possibilità. Le prestazioni non sono arrivate ugualmente e Lorenzo, ancora a digiuno non solo di vittorie ma anche di podi, comincia ad avvertire il fiato sul collo dei giapponesi. E questo di certo non lo aiuta a ritrovare la retta via, come la “cantonata” di Montmeló ha ampiamente dimostrato.

Che fare dunque in mancanza di una svolta? Non è escluso che le strade di Lorenzo e della Honda si separino anticipatamente, al termine di questa stagione. Circola una voce: Danilo Petrucci potrebbe non essere confermato in Ducati, dove ci potrebbe essere il ritorno di Jorge. Tempo fa il Ceo di Borgo Panigale Claudio Domenicali è stato un po’ sibillino: «Sono molto triste e arrabbiato per Lorenzo, perché credo che Jorge sia un ragazzo fantastico. Credo che lo abbiano lasciato troppo solo. La frase sul casco (“Non sono un grande pilota, ma un campione”, ndr) penso che non gli faccia bene, perché gli crea molti nemici e non ne ha bisogno. È un bravo ragazzo, però è molto solo e questo mi fa arrabbiare, perché è molto veloce. Solo le tempistiche non hanno funzionato con noi».

Che in Ducati vogliano riprovarci? Sarebbe ingeneroso nei confronti di Petrucci. —

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