Caso Cucchi, l’infermiere: “Ne vedevo di detenuti con percosse. Nessuno diceva di esser stato picchiato ”

«Gli chiesi cosa gli fosse successo e lui mi disse che era caduto dalle scale»

«Stefano si lamentava per il dolore, gli chiesi cosa gli fosse successo e lui mi disse che era caduto dalle scale, d’altronde ne vedevo tanti di detenuti con segni di percosse e nessuno diceva di essere stato picchiato». Lo ha detto Giuseppe Flauto, l’infermiere che ebbe in cura all’ospedale Pertini, chiamato a testimoniare oggi in Corte d’Assise a Roma al processo sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra 31enne deceduto il 22 ottobre del 2009 sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti. Flauto, assolto in via definitiva nel primo processo per la morte di Cucchi, è l’infermiere che troverà il 31enne ormai senza vita.  

«La mattina del 22 entrai in cella, lo chiamai, ma lui non rispondeva: era di lato, con una mano sotto la guancia e sembrava dormisse, poi mi accorsi che era morto e inizia fargli un massaggio cardiaco perché il corpo era ancora caldo». In aula oggi sono stati ascoltati vari infermieri che ebbero in cura Cucchi ma anche Amalia Benedetta Cerielli, la volontaria alla quale il giovane, il giorno prima di morire, chiese di chiamare la famiglia perché voleva incontrare il cognato. La donna ha ricordato quando vide il 31enne per la prima volta: «Aveva il viso tumefatto e con lividi» ha detto in aula rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò. 

(fonte: La Stampa)