Scuola. Un ragazzo su tre testimone di bullismo

L'indagine del Centro Studi Pio La Torre presentata nell'undicesima edizione del Progetto educativo antimafia e antiviolenza

Alice è stata vittima di bulli e ha reagito. Prima di tutto ha cambiato scuola media. Poi ha scritto una lettera indirizzata agli ex compagni di classe dove ha spiegato: "Non me ne vado da perdente, perché io non perdo, lascio perdere".

«Cambio scuola, avete perso voi bulli»

Nel Ferrarese, dove abita Alice, alcuni bambini sono costretti a cambiare istituto fin dalle elementari per non dover subire più ogni giorno angherie e mortificazioni. Nel veneziano una tredicenne ha chiesto di andare in bagno e si è gettata dalla finestra della scuola. Ora è in ospedale con un'anca rotta. Voleva farla finita perché non ce la faceva più a sostenere le prese in giro continue e gli insulti via chat. A Lucca la vittima del bullo di turno è un professore. L'uomo attempato viene aggredito verbalmente dallo studente del primo biennio di superiori perché ha "osato" non dargli sei. "Inginocchiati, prof, chi comanda qui": la violenza inaudita del minorenne viene ripresa dagli altri studenti con il telefono e il video della vergogna viene pubblicato su Facebook.

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Questi fatti di cronaca si sono registrati dal 16 al 18 aprile 2018. Notizie recentissime che provano come nel nostro Paese il fenomeno del bullismo e cyberbullismo sia all'ordine del giorno. Il Centro studi Pio La Torre proprio oggi - 18 aprile - ha presentato a Roma, nella sede della Federazione nazionale della Stampa Italiana, un'indagine sul tema contenuta nell'undicesima edizione del Progetto educativo antimafia e antiviolenza. Dallo studio, che ha coinvolto 2543 adolescenti, emerge che un ragazzo su tre è testimone di bullismo e che per il 90 per cento degli studenti la scuola è il luogo deputato delle vessazioni.

I NUMERI DAL REPORT
Il 93,24% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado intervistati asserisce che il bullismo è un comportamento aggressivo o vessatorio, tenuto continuativamente da un singolo o da un gruppo ai danni di uno più soggetti percepiti come più deboli. Il 6,76% degli studenti, invece, non concorda con tale affermazione.

Come sono venuti a conoscenza del fenomeno? Il 30,28% tramite i media, il 30,16% ha assistito personalmente ad atti di bullismo verso altri, il 17,89% ne ha sentito parlare da persone vicine e l’8,30% ne è venuto a conoscenza attraverso altre fonti.

Alla domanda “ Quanto credi sia diffuso il fenomeno del bullismo nelle scuole", il 30,28% ha dichiarato molto; il 56,55% abbastanza; l’11,76% poco e l’1,42% per nulla.


In quali contesti si fa più ricorso alla violenza?: per il 42% tra i compagni di scuola e tra gli amici, per il 55,88 soprattutto in circostanze in cui c’è molta gente, come allo stadio o in discoteca. Tra le situazioni di ricorso alla violenza seguono, per il 31,89%, quelle tra gli estranei; per il 9,44% l’ambiente familiare; per il 7,90% l’ambito lavorativo e per il 4,25% altro luogo.

Ultima domanda: ci sono state reazioni di persone diverse della vittima nei confronti dei bulli?Il 46,91% degli intervistati ha risposto di sì, il 21,16% di no e il 31,93% non so.