Giro 2018: Israele sorpassa la Polonia

La partenza da Pordenone

Gerusalemme vuole la partenza della corsa rosa. Poi Sicilia e lo Zoncolan, che per l'occasione raddoppierà

ASIAGO. Giro 2018, più di qualcosa si muove. Intanto la partenza. Tutti gli indizi fino a poche settimane fa portavano in Polonia, l’invito (tecnicamente alquanto misterioso) della Ccc Sprandi alla corsa rosa e le dichiarazioni dell’ex pro Lang, sembravano più di un accordo firmato. Invece le carte si sono mescolate nelle ultime settimane e per la prossima edizione sta salendo vertiginosamente la candidatura di Israele e in particolare di Gerusalemme quale sede di partenza della prossima corsa rosa. Sarebbe la prima volta nella sua storia che il Giro parte da fuori Europa.

Dopo gli abboccamenti con gli Usa e in particolare con Washington, una decina d’anni fa quando il padrone del vapore di Rcs era Angelo Zomegnan e il quasi-accordo con il Giappone, per una partenza dal Sol Levante e quattro giorni di gara, l’ultimo dei quali con arrivo in quota sul Monte Fuji, ecco la Terra Santa. Una location altamente suggestiva, capace, come vuole il nuovo capo di Rcs, Urbano Cairo, di dare visibilità mondiale alla corsa e di lanciare il turismo israeliano nel mondo.

Si deciderà entro giugno, ma la pista è molto calda. Come anche quella che porta, anzi, riporta la carovana in Sicilia, a soltanto 12 mesi dalla due giorni appena conclusa sull’isola. La carovana, quindi, da Israele si trasferirebbe sull’isola per una frazione della memoria, dedicata al ricordo delle vittime del terremoto della valle del Belice. Il prossimo anno sarà passato mezzo secolo da quella tragedia.

Ma c’è un altro anniversario pesante che incombe sulla corsa rosa 2018: quello della vittoria della Grande Guerra. Per ricordare quel successo nel 1988 il Giro si concluse nella città della vittoria, Vittorio Veneto. Accadrà anche nel 2018? Al momento non è stato ancora deciso perché restano calde le sedi finali di Milano con anche però la suggestione di Roma, dopo il mancato accordo per l’arrivo nella capitale dell’edizione 100. E le salite? Pratonevoso in Piemonte e, a proposito di Grande Guerra, le Sorgenti del Piave. Una salita che strizza l’occhio da anni alla corsa rosa e un arrivo all’origine del fiume Sacro alla Patria sarebbe sportivamente un modo impeccabile per ricordare il sacrificio di milioni di soldati.

Vicino alle Sorgenti del Piave c’è un’altra salita che preme per tornare, a 4 anni di distanza nella mappa della corsa rosa. È la salita: lo Zoncolan. Enzo Cainero, il patron che quella salita micidiale l’ha esportata nel mondo, è ritornato alla carica con Mauro Vegni, il direttore della corsa rosa: vuole riproporre il piano 2014, quello saltato all’ultimo momento per il “gran rifiuto” dei corridori, la doppia scalata allo Zoncolan. Previsto il debutto del terzo versante, inedito, ma micidiale almeno quanto quello da Ovaro, di Priola.

Salita dalla frazione di Sutrio, Duron, Sella Valcalda e arrivo classico sullo Zoncolan una ipotesi di percorso. Pensate a un clamoroso toboga di salite e i tifosi (nel 2007 furono oltre centomila) saliti in quota che potrebbero vedere la corsa in diretta per ore con gruppi che si intravedono nella vallate ed elicotteri delle riprese che impazzano in cielo.

Cainero si fa forte del successo della tappa di venerdì a Piancavallo. Un trionfo anche per la Rai (nonostante alcune discutibili scelte di palinsesto con programmi inutili) che ha fatto registrare uno share per la tappa friulana del 24,29% pari a 2.613.542 telespettatori nel minuto medio. Il programma, che ha realizzato con picchi del 27,15% di share e 2.863.485, è stato l’evento tv più visto nella propria fascia di messa in onda.

Niente a che vedere con il record di 4,5 milioni di telespettatori registrato nel 2010 per la cavalcata di Basso guarda caso sempre sullo Zoncolan ma un grande risultato. Anche perché il pubblico è stato correttissimo sul percorso, specie sulla salita finale. Ricordate il tifoso-teppista che nel 2014 fece mettere il piede a terra al malcapitato Manuel Buongiono sullo Zoncolan nel 2014.

Bene, per evitare sorprese del genere Cainero nei punti più stretti e critici della salita del Piancavallo ha piazzato una sorta di “task force” di vigilantes in incognito pronti a mettere fuori uso i tifosi più irrequieti. Un nuovo metodo che ha fatto centro e ha aperto una via sulle strade del giro, proprio come fecero gli alpini messi a guardia dei ciclisti nell’ultimo km dello Zoncolan dieci anni va. Gira e rigira la Carnia fa scuola al Giro d’Italia insomma.