Minori migranti, sbarchi da record ma si ferma la legge

Le associazioni che hanno promosso l'approvazione del testo esprimono preoccupazione. Al centro di Cona ospitati minori stranieri soli in condizioni inumane

ROMA. Diecimilasettecentouno. È il numero dei migranti sbarcati in Italia dal 1° gennaio al 23 febbraio 2017. Sono circa 2mila persone in più rispetto al 2015 e al 2016, quando gli arrivi, a questo punto dell’anno, si attestavano intorno agli 8mila. Sono 395, per il momento, i minori stranieri soli arrivati via mare. Il conteggio, però, è fermo al 23 gennaio. Lo scorso anno si è fermato poco sotto quota 26mila.

Desta stupore, allora, la decisione di rinviare alla Camera, sulla base di un parere della Ragioneria di Stato, la legge sui piccoli migranti non accompagnati. Il provvedimento, che era in discussione al Senato, aveva iniziato il suo iter parlamentare proprio tra i deputati il 4 ottobre 2013 ed era stato approvato soltanto lo scorso 26 ottobre. Potrebbe essere la prima norma dedicata ai minori stranieri soli approvata in un paese europeo. Tra l’altro le coperture finanziarie, nodo del contendere, erano «passate col timbro del ministero dell’Economia e delle finanze e della Ragioneria», spiega Barbara Pollastrini, relatrice della legge.

Esprimono preoccupazione tutta una serie di associazioni impegnate nella tutela dei minori migranti, da Save the Children alla Caritas passando per Amnesty International, che hanno contribuito alla stesura del testo. La norma prevede una serie di tutele fondamentali: dal divieto assoluto di respingimento - in attuazione delle convenzioni internazionali -, al diritto all’iscrizione al sistema sanitario e a quello scolastico, fino ad arrivare allo snellimento delle pratiche per l’affidamento familiare e all’istituzione del registro dei tutori volontari per i ragazzi.

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Forse, però, la misura più attesa è quella che renderebbe omogenee le procedure per l’accertamento dell’età. Lo dimostra il ricorso di alcune associazioni accolto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo, su due minori stranieri soli ospitati nel Centro di accoglienza straordinario (Cas) di Cona per adulti, in provincia di Venezia, tristemente noto per la morte della 25enne ivoriana Sandrine Bakayoko e la conseguente rivolta dei migranti. La prefettura di Venezia aveva accertato l’età dei ragazzi tramite un esame radiologico, ignorando l’approccio multi-disciplinare (psicologico, culturale, pediatrico) che si prescrive in queste situazioni e non comunicando i risultati agli interessati. Accertamenti che la nuova legge prescriverebbe chiaramente.

La Cedu ha ordinato al governo italiano di trasferire in via prioritaria i due minori in un altro posto. Le associazioni promotrici del ricorso - tra cui Asgi, Giuristi democratici e Melting Pot - denunciano «le condizioni inumane e degradanti» del centro «caratterizzato da un grave sovraffollamento (più di 1.200 ospiti a fronte di una capienza di 542 posti)». Spiegano, inoltre, che i minori riconosciuti all’interno del campo sarebbero almeno 30, oltre a diverse decine registrati erroneamente come maggiorenni.

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