Terremoto, Renzi: «Ricostruiremo tutto, anche le chiese»

La conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri straordinario. Nella foto Vasco Errani, Matteo Renzi e Fabrizio Curcio

Il premier Matteo Renzi in conferenza stampa ha annunciato la volontà del governo di garantire la ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma. In una prima fase, ha però sottolineato, sarà necessario abbandonare le città. I container arriveranno entro dicembre

Quattro fasi per il dopo terremoto per arrivare alla ricostruzione. Questo quanto spiegato dal premier Matteo Renzi nella conferenza stampa che ha seguito il consiglio dei ministri straordinario.

  1. Lasciare le città colpite per qualche settimana. «Nell'immediata emergenza» verrà chiesto a chi è stato colpito dal sisma «di spostarsi per qualche settimana», le parole del premier Renzi
  2. I container. Prima di Natale, secondo quanto annunciato da Renzi arriveranno i container. «È meno piacevole delle casette di legno ma ci consente di riportare lì la gente».
  3. Le case in legno. «Entro primavera-estate ci sarà la costruzione delle case di legno»
  4. La ricostruzione vera e propria. È «il lavoro lungo» che si appresta a fare il governo per far capire ai cittadini che «lo Stato sta dalla loro parte. Non lasciamo indietro nessuno, il Paese deve essere unito»

Terremoto, Renzi: "Porteremo container prima di Natale"

Dunque container per gli sfollati per evitare «che vi siano sei-sette mesi da trascorrere altrove». Il premier annuncia che da qui a venerdì ci sarà «un altro decreto». L'obiettivo è «accelerare le procedure» e aggiungere «ulteriori risorse» se saranno necessarie. Il consiglio dei ministri straordinario ha esteso i poteri di emergenza del capo della protezione civile. «Se si possono accelerare i tempi facciamolo», ha sottolineato il premier, ribadendo che sarà «necessario più personale, anche per le verifiche», si tratta di «misure non calate dall'alto, lo strumento di lavoro è quello del coinvolgimento con tutti i cittadini».

«Ricostruiremo tutto», conferma Renzi più volte, «anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità», il sisma ha ferito «il cuore dell'Italia, quei comuni hanno un'anima e quell'anima non vogliamo perderla». C'è anche «una faglia emotiva che dobbiamo recuperare», ha spiegato anche Errani che insieme al capo delal Protezione civile Curcio e ai quattro presidenti delle Regioni interessate al sisma ha partecipato al consiglio dei ministri.

«È un momento difficile, ma l'Italia ce la farà", ha detto ancora Renzi che ha poi voluto ringraziare anche le forze d'opposizione perché si riscontra dopo il terremoto «un clima positivo». «C'è un clima straordinario nel Paese, la gente ha voglia di dare una mano, non sciupiamolo con polemiche inutili», l'appello del presidente del Consiglio. No a polemiche fuori luogo, quindi, come quelle con la Ue, «con Bruxelles non c'è nessun braccio di ferro, nessun problema, non è in corso alcuna trattativa, assistiamo alla solita telenovela», puntualizza il premier nel confermare che «quello che ci serve noi lo metteremo» per ricostruire «proprio tutto».

«Noi stiamo rispettando le regole europee, ci sono le clausole sugli eventi eccezionali», ricorda Renzi riferendosi alla questione immigrazione, all'emergenza sisma, ma anche alla necessità di mettere in sicurezza le scuole. «L'Italia consentirà a tutti i sindaci e amministratori di spendere i soldi per l'edilizia scolastica perché con i bambini non si scherza», mette in chiaro il presidente del Consiglio.