A Cernobbio primo mercato con prodotti aziende colpite sisma

Da pane a pecorino, in mostra la rinascita dopo i crolli

ROMA. "Non ci siamo voluti arrendere, la ripresa è iniziata portando i nostri prodotti qui oggi". E' il messaggio lanciato da alcuni agricoltori che, a 50 giorni dal terremoto del centro Italia, hanno portato i prodotti simbolo della rinascita delle loro terre a Cernobbio, dove è stato inaugurato il primo mercato organizzato dalla Coldiretti in occasione del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione.

Dolci, formaggi, marmellate, succhi e mortadelle, dietro ogni prodotto salvato dal sisma c'è una storia di sofferenza e voglia di ricominciare. Rita Santi di Accumuli, dopo il crollo del suo forno e del suo laboratorio, ha potuto continuare a produrre i suoi biscotti facendosene prestare uno a Roma.

Ad Amatrice Antonio Scialanga, coltivatore di fragole e frutti di bosco in serra ha avuto danni alla falda dell'acqua che gli serviva per irrigare ma, grazie alla sua tenacia è riuscito a non perdere il raccolto.

Sisma, debutta a Cernobbio mercato agricoltori terremotati

Enrico Foglietti a Norcia ha perso la metà delle produzioni di marmellate e succhi bio nel suo laboratorio ma è riuscito a risollevarsi. Alessandro Salvatori, produttore di norcinerie, ha avuto ingenti danni strutturali al capannone dei legumi e cereali ma, superati i primi momenti di sconforto, si è rimboccato le maniche continuando il lavoro.

Per Giovanni Angeli di Macerata gli effetti del sisma si sono fatti sentire sul suo allevamento di mucche e pecore, con la diminuzione delle quantità di latte e il conseguente calo della produzione di formaggi, primo tra tutti il pecorino dei Sibillini vero vanto dell'azienda.

Rinaldo D'Alessio storico produttore della mortadella di Campotosto e del Pecorino Amatriciano ha subito diversi danni alle stalle, ma continua a prodigarsi ritirando la maggior parte del latte ovino degli allevamenti colpiti dal sisma, per continuare la produzione del formaggio, fungendo cos da polmone produttivo per garantire la continuità delle attività.