Sisma, ok al decreto Subito 300 milioni per la ricostruzione

Per far rinascere i paesi colpiti saranno stanziati 4,5 miliardi. Renzi ad Amatrice e Arquata: «Non siete soli, noi ci saremo»

ROMA. «Non vi lasceremo soli, ci siamo e ci saremo». Di prima mattina il Consiglio dei ministri ha approvato il “decreto terremoto” e il premier Matteo Renzi corre subito nelle zone del sisma a dare la buona notizia ai sindaci e ai presidenti di Regione. A 45 giorni dalle scosse che hanno colpito il Centro Italia, il governo mette subito 300 milioni di euro e 4,5 miliardi nella prossima legge di Bilancio.

Dopo l’emergenza, potrà così cominciare la fase della ricostruzione per le case private, gli edifici pubblici, tra le imprese e lavoratori, che ricadono nei 62 comuni del cratere delle quattro regioni. Ad Amatrice, Pescara e Arquata del Tronto, Accumoli, il premier ha incontrato i sindaci e le popolazioni colpite, illustrando l’intervento del governo con la novità dei fondi anche per le seconde case, parte integrante del tessuto economico e sociale dei borghi crollati. Un segnale anche dal privato: la Tod’s di Diego Della Valle aprirà uno stabilimento nelle zone colpite.

Il decreto è stato illustrato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, dal commissario straordinario Vasco Errani e dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. “Il vademecum della ricostruzione” è un nuovo modello post-sisma, uno schema con risorse piene, procedure snelle ma trasparenti, «un sistema completo per quanto possibile» ha detto De Vincenti. Le case certamente, ma «grande attenzione all'economia della zona per invertire da subito il processo di spopolamento» ha spiegato Errani. L’Ufficio speciale per la Ricostruzione sarà la governance, con a capo il commissario e i governatori. Nelle quattro regioni saranno dislocati gli uffici decentrati e sportelli in ogni Comune.

Le risorse. 200 milioni sono già disponibili su un fondo immediatamente operativo, e arrivano fino a 300 con i crediti d’imposta. Ammonta a 3,5 miliardi di euro per l’edilizia privata e 1 miliardo per quella pubblica, il grosso dei finanziamenti già previsti nella legge di bilancio.

Privati. Per i cittadini dei 62 comuni del cratere, sono assicurati i rimborsi al 100 per cento per i danni subiti anche per le seconde case.

Stesso criterio nei borghi limitrofi, fuori cratere ma al 50 per cento per le seconde case fuori dai centri. Le procedure facilitate con «il cittadino che dovrà solo andare in banca con il progetto approvato e scegliere l’impresa» ha garantito il commissario Errani.

Edilizia pubblica. Non solo gli edifici come scuole e ospedali, ma anche i luoghi di culto e i beni culturali. Il ripristino sarà monitorato dall’Anac e tutta la procedura, come per i privati, sarà «completamente tracciabile». Per i Comuni il decreto prevede la deroga al pareggio di bilancio e la sospensione dei mutui contratti.

Le imprese. Gli aiuti sono per tutte le tipologie d’impresa, con il prestito d’onore e fino a 35 mila euro per far ripartire da subito l’attività colpita. Crediti a tasso zero e contributi in conto capitale per tutti gli investimenti. Garanzie anche per i lavoratori, ai quali saranno concessi tutti gli ammortizzatori sociali.

Legalità e trasparenza. Ogni impresa che lavorerà alla ricostruzione dovrà essere iscritta alla white list e a garanzia di legalità ci sarà anche un elenco speciale di progettisti e professionisti. Anac in campo per controlli rafforzati e verifiche preventive dalla Corte dei conti.

I tempi. «Non vogliamo raccontare delle storie, e per ricostruire dei borghi c’è bisogno di tempo e progetti complessi» ha ricordato Vasco Errani, «sarà comunque un percorso di diversi anni».