Gli indignati social del terremoto: "Profughi in hotel, italiani nelle tende"

Dopo il sisma che ha colpito il Reatino e la provincia di Ascoli Piceno, sui social network si trovano tanti messaggi di chi protesta per il presunto trattamento diverso riservato agli italiani e agli stranieri - che, nel frattempo, si mobilitano per soccorrere chi ha bisogno di aiuto

Mentre nei luoghi del sisma continuano le operazioni di ricerca e di primo soccorso ed il bilancio della vittime si aggrava di ora in ora, c'è chi ne approfitta per alimentare una polemica tesa a separare vittime di serie A e vittime di serie B, italiani e migranti. 

"Il governo trovi gli alloggi per i terremotati come ha fatto per i finti profughi", ha scritto in una nota Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord.

Terremoto, migranti tra i volontari: "Noi negli alberghi? Polemica sbagliata"

"Esprimo il mio cordoglio più profondo e sincero per le vittime del drammatico terremoto che ha colpito il Centro Italia. Allo stesso tempo, però - prosegue l'esponente leghista - invito il governo, il presidente del Consiglio Renzi e il ministro dell'Interno Alfano a dare massima priorità agli sfollati e a chi ha perso la casa, o è inagibile, a causa del sisma. Sarebbe opportuno da parte delle autorità mettere a disposizione tutti i posti letto possibili, anche negli hotel. Speriamo fortemente che non ci siano terremotati che non trovano posto in alberghi e strutture pubbliche. Come sono stati reperiti alloggi in case, ville e alberghi per i finti profughi, tanto più trovo  indispensabile e indiscutibile che si trovino alloggi uguali e confortevoli per i nostri connazionali italiani e immigrati regolari. Ora vedremo il governo alla prova. Mi auguro che non ci siano spiacevoli sorprese. Grazie agli italiani, alle istituzioni e a tutte le persone di buona volontà che ci sono mobilitati per aiutare le vittime in difficoltà”

Su Facebook e Twitter si strovano tanti messaggi di questo tipo: 

Immancabile il post su Facebook di Salvini, che cita il commento di un parroco di Boissano, in Liguria, già salito agli onori delle cronache in passato per una crisi vocazionale che l'aveva portato ad un passo dall'abbandono della tonaca.  

Il leader della Lega se l'è presa anche con i sedicenti sciacalli, la cui esistenza però è stata smentita dalla procura di Rieti. Proprio per previre qualsiasi episodio di questo tipo, l'Arma dei carabinieri ha mobilitato 120 unità, con squadre specializzate nella prevenzione dello sciacallaggio, a tutela dei beni privati, pubblici e culturali. Il Corpo Forestale dello Stato ha sul campo 50 unità, 23 automezzi, un elicottero, cinque unità cinofile. Il Dipartimento di protezione civile della Regione Marche opera con 50 unità e coordina circa 350 volontari specializzati. Con l'Anpass i volontari presidiano anche la distribuzione di pasti alla popolazione agli operatori.

Circolano pure meme ed immagini di questo tenore:

Tratto dal profilo Facebook di Daniele Farris, in risposta al post di Don Cesare

Se da un lato la Lega cavalca la polemica su migranti e sciacalli, tante sono le persone che condannano questo tipo di comunicazione - anche in risposta agli stessi autori dei messaggi contestati. 

Ieri, nel frattempo, è arrivata la notizia che venti richiedenti asilo, quasi tutti nordafricani, ospiti di una struttura gestita dal Gus a Monteprandone (Ascoli Piceno), sono partiti volontari alla volta di Amandola, uno dei centri marchigiani colpiti dal terremoto, in supporto alla Protezione civile comunale, per prestare soccorso alla popolazione. "Sono stati loro - ha detto Paolo Bernabucci del Gus - a chiedere di poter dare una mano in questo momento tragico per la regione che li ospita".  

Anna Saccoccio, inviata AGL sui luoghi del sisma, riferisce di aver incontrato una "famiglia di albanesi nelle tende della protezione civile ad Amatrice"  in cui sono alloggiati tutti gli altri sfollati. 

I terremoti dei meschini 

Uno dei fronti delicati nell'attività post terremoto della Protezione civile riguarda la possibilità, molto concreta, che tra le vittime ci siano stranieri che erano in vacanza nella zona di Amatrice. Un elemento che è stato confermato durante la conferenza stampa tenuta in prima mattinata presso il Dipartimento della Protezione civile.

"Non dobbiamo metterci a fare la guerra tra i poveri: questi sono giorni di solidarietà". Lo ha detto il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio nel corso di un incontro a Licola, in provincia di Napoli, a chi gli chiesto se fosse giusto mandare via gli immigrati dagli alberghi per fare posto ai terremotati. "Dobbiamo stare vicino ai nostri concittadini, - ha detto ancora Di Maio - non alimentiamo nessuna tensione".

Ieri è stata diffusa dalle agenzie di stampa la storia di Sultana e Hohmed, due ragazze afgane di 26 e 27 anni finite stritolate in una casa.  A cercare aiuto per rintracciarle sono gli altri compagni afgani, sei, tutti ragazzi rifugiati che chiedono disperatamente alle forze dell'ordine di dargli una mano. Una delle due, ad Amatrice da anni, lavorava in una birreria, mentre i rifugiati fanno parte di un progetto di assistenza. Uno di loro è stato scambiato per sciacallo e arrestato. Ma solo per cinque minuti. Poi però gli hanno chiesto scusa.