Telegram contro le chat dei terroristi: ecco come li fermiamo

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Il portavoce dell'app di messaggistica utilizzata dai killer di Rouen spiega come funziona il sistema di monitoraggio per evitare che vengano diffusi messaggi di odio e propaganda violenta

«Vai, in chiesa, tagli due o tre teste, poi hai finito». Dopo l’attentato di Saint-Etienne-du Rouvray, il sito francese L’Express.fr ha svelato la chat dell’orrore di Adel Kermiche, uno dei due baby-jihadisti che in nome dell’Is hanno barbaramente sgozzato padre Jacques Hamel durante la messa di martedì nella chiesetta di Santo Stefano. 

Oltre a mostrare l’estrema radicalizzazione del diciannovenne già schedato per due tentativi falliti di arruolarsi in Siria i messaggi audio da lui inviati su Telegram - l’applicazione di messaggistica criptata simile a WhatsApp e apprezzata da molti, terroristi inclusi - dimostrano che l’attacco era premeditato da tempo.

Telegram, messaggi e jihad: la chat "segreta" più usata dai terroristi 

Come funziona la piattaforma
Su Telegram è possibile scambiare conversazioni di questo tipo in quanto l’app, creata dai fratelli russi Pavel e Nikolai Durov, consente canali di comunicazione segreti e ai messaggi di autodistruggersi senza lasciare traccia. Il sistema di crittografia utilizzato da Telegram (ma anche da WhatsApp, ora) non consente nemmeno agli stessi sviluppatori di rintracciare e verificare i contenuti multimediali e i messaggi che vengono scambiati. Durante il “tragitto”, infatti, passano sotto forma di codice criptato e solo le chiavi presenti nei due terminali possono decriptarli.

L’intero processo di codifica e decodifica avviene direttamente all’interno dello smartphone. Telegram quindi, non ha modo di accedere ai dati scambiati attraverso la propria applicazione, nemmeno in presenza di un mandato delle autorità. Ci sono due diversi tipi di comunicazione possibili nell'applicazione:

le chat private uno-a-uno, i gruppi privati e i canali in cui i messaggi sono ricevuti solamente dai destinatari (più o meno come funziona con i messaggi privati di Twitter);

- i canali pubblici e i gruppi pubblici che consentono una trasmissione aperta a una audience potenzialmente illimitata, oltre a chat di gruppo che possono contare fino a 5000 partecipanti. Chiunque abbia il link giusto può vederne i messaggi: questo tipo di gruppi e canali funzionano quindi come i feed pubblici di Twitter;

Una delle funzioni più apprezzate dagli utenti dalla piattaforma

Cosa fa Telegram per arginare la propaganda violenta
Il portavoce dell'azienda con base a Berlino, Markus Ra, ha precisato come l'app di messaggistica faccia il possibile per chiudere "entro poche ore" le discussioni che inneggiano all'odio. 

Nel caso di canali e chat private, accessibili solamente ai membri del gruppo, Telegram non può agire (come spiegato poc'anzi) né moderare o eliminare il tipo di contenuto proposto. 

Tutto ciò che è pubblico, su Telegram, "è invece moderato 24 ore su 24", assicura Markus Ra. "Vogliamo mantenere la nostra piattaforma libera da ogni forma di abuso. È possibile segnalare le violazioni dei Termini d'Uso usando l'apposito bottone oppure tramite email, abuse@telegram.org. Abbiamo un dipartimento dedicato ad assicurare che queste segnalazioni vengano processate nella maniera più rapida possibile, e una community di utenti preoccupati che ci inviano contenuti Isis ogni giorno. Il risultato è che i canali pubblici dell'Isis vengono cancellati in meno di un giorno, nella maggior parte dei casi in qualche ora. Questi canali non hanno mai opportunità di radunare molti iscritti".

Screenshot di uno degli ultimi messaggi diffusi dall'assassino Adel Kermiche

"Siamo molto sorpresi che i media pensino che Telegram sia l'unico luogo in cui l'Isis pubblica il suo materiale", continua il portavoce dell'app. "Come servizio di messaggistica da oltre 100 milioni di utenti, abbiamo anche noi la nostra percentuale di mele marce, proprio come Twitter e Facebook. E, come loro, eliminiamo la propaganda terroristica nel giro di poche ore. Diffondere propaganda violenta, anzi, è probabilmente l'unica finalità in cui Telegram non presenta nessun vantaggio rispetto alle altre piattaforme pubbliche".

Coltelli, Gif e canali Telegram: viaggio nella rete dell’Isis 

Per protetggere i dati degli utenti che non sono coperti dall'end-to-end, Telegram utilizza una infrastruttura distribuita. I dati delle chat sono salvati in cloud, presso data center sparsi in giro per il mondo e controllati da diverse entità legali (e giurisdizioni). Le chiavi di decifrazione sono divise in parti e mai riposte negli stessi luoghi ove stanno fisicamente i dati che proteggono. "Il risultato è che ci vorrebbero le ingiunzioni di diversi tribunali di diversi stati per ottenere una diffusione forzata di questo tipo di materiale", sostiene Markus Ra. 

"Possiamo quindi assicurare che nessun governo o blocco di governi possano fare breccia nella privacy delle persone e nella loro libertà di espressione. Telegram potrebbe essere obbligata a condividere dati solamente per un motivo grave e universale a tal punto da superare lo scrutinio di diversi sistemi legali nel mondo". 

Screenshot di uno degli ultimi messaggi diffusi dall'assassino Adel Kermiche

Il monologo di Kermiche su Telegram. Nel monologo il ragazzo spiega a circa duecento persone che lo seguono su Telegram che «se vuoi andare nello Sham (partire per il Medio Oriente tra le fila dell’Is) è abbastanza complicato perché le frontiere sono chiuse». «Meglio allora colpire qui», aggiunge, prima di lanciarsi in una lunga descrizione del suo imminente progetto di morte: «Prendi un coltello, vai in una chiesa e fai una carneficina. Tagli due o tre teste, e poi hai finito». Nel tipico slang dei teenager, il futuro assassino di padre Hamel invita gli altri a seguire l’esempio e fare anche loro «una cosa pazzesca». 

Il 25 luglio, alla vigilia dell’attacco in chiesa, Kermiche diffonde due altri messaggi. Parla dell’imminenza di «grandi cose» e chiede a «tutti i fratelli e sorelle» di condividere al massimo. «Vi avviserò in anticipo, tre quattro minuti prima, bisognerà condividere in diretta». Parla di «un’immagine o un video» e promette a tutti una «ricompensa». Un tipo di eloquio, assicura il settimanale, condito da una continua «logorrea propagandistica, misogina e omofoba».

 Adel Kermiche si connette per l’ultima volta alle 9.46, pochi minuti dopo l’irruzione in chiesa, ma non pubblica niente. Secondo L’Express, non riuscirà a diffondere nessuna immagine dell’esecuzione perché fermato dall’arrivo delle teste di cuoio.