Energia. Bollette di carta bollata

L'opinione

E così anche le bollette finiscono in carta bollata. La decisione del Tar della Lombardia di sospendere gli aumenti in bolletta decisi a fine giugno e scattati dal primo luglio può aver fatto piacere a molti: con i tempi - e i contatori - che corrono, nessuno è contento di un rincaro del 4,3%. Ma non è una buona notizia il fatto che ci sia una guerra di competenze tra l’Autorità che dovrebbe garantire la trasparenza e la correttezza del mercato dell’energia e i giudici amministrativi; né che una voce di costo così importante, per le famiglie e per le imprese, si scopra dipendente da fattori così casuali e (soprattutto) sia gravata dal sospetto di manovre speculative. Cosa sta succedendo?

Che luce, acqua e gas siano cose non più affidate alla mano pubblica ma alla concorrenza di mercato è evidente e pacifico da un pezzo (il referendum del 2011 sui “beni comuni” non ha cambiato molto in proposito). Ci sono delle autorità a presidiare sulla correttezza del meccanismo, e un apposito servizio, detto di “maggior tutela”, a protezione di famiglie e piccole imprese che per la bolletta della luce non vogliano affidarsi alla migliore offerta su piazza ma desiderino restare sotto le condizioni vigilate e garantite dall’Autorità per l’energia elettrica. Senonché, a fine giugno i tecnici dell’Authority si sono accorti che c’era qualcosa di strano. Terna, la società pubblica che gestisce la rete e garantisce l’approvigionamento dell’energia, si era trovata a dover comprare dagli operatori - i produttori di energia - a prezzi crescenti, per tenere in equilibrio la fornitura. L’accusa, contenuta nel procedimento aperto il 24 giugno, è abbastanza chiara dietro la terminologia tecnica: manipolazione del mercato.

In sostanza, alcuni produttori avrebbero acceso e spento gli impianti non in base a esigenze tecniche e programmazione diligente, ma con una “strategia anomala”, insomma per far lievitare i prezzi nel momento in cui Terna - che ha il compito di garantire sempre e comunque l’erogazione dell’energia, evitando black out nei momenti di picco - avrebbe comprato a qualsiasi condizione. Una strategia che ha fatto salire il prezzo del megawattora dai normali 30-40 euro fino a 500 euro.

Si è aperta così un’indagine, nella quale i produttori in questione dovranno spiegare il perché degli andamenti anomali dei prezzi, e le Autorità (anche quella Antitrust, chiamata in causa per un sospetto cartello) decidere se era tutto in regola o c’è stata manipolazione del mercato.

Nell’attesa dell’indagine, però, i prezzi sono saliti. Il che è un po’ un paradosso: visto che la domanda scende, per colpa della crisi, e l’offerta è abbondante anche a causa delle immissioni dell’energia da fonti alternative, che ha ridotto i margini di profitto delle società energetiche tradizionali. Non solo: c’era appena stata la buona notizia dell’apertura dell’elettrodotto che ha posto fine all’isolamento energetico della Sicilia, e anche questa novità doveva far scendere i prezzi (ma forse anche i margini di profitto degli operatori).

Insomma, una vicenda che mette alla prova i complicati meccanismi che regolano il prezzo dell’energia e la regolamentazione del settore: che a questo punto però sono ancora più complicati dall’intervento del Tar, che ha sospeso tutti gli aumenti rinviando però al 15 settembre per il giudizio di merito. Decisione impugnata dall’Autorità, alla quale non era mai successo finora di essere sconfessata da un giudice.

Ma la guerra di competenze non deve mettere in secondo piano il nodo più importante: la sorveglianza su un mercato delicatissimo, per giunta proprio per i soggetti che hanno scelto il regime di “maggior tutela”, cioè di non affidarsi alla scelta volta per volta dell’offerta più conveniente, ma di mettersi, in qualche modo, nelle mani del regolatore pubblico. Questo regime dal 2018 cesserà del tutto, e l’abbonamento della luce sarà come quello dei cellulari, dovremo scegliere e destreggiarci nel libero mercato. Non sarà una passeggiata, come mostra la vicenda delle bollette di questi giorni.

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