Le vittime dell'incidente ferroviario in Puglia

I nomi e le storie dei 23 morti nello scontro dei treni fra Andria e Corato

Lo studente di 15 anni, il poliziotto con la passione per la chitarra, la futura sposa, il macchinista a un passo dalla pensione: ecco chi sono le vittime dello scontro tra due treni in Puglia.

Ne sono state riconosciute 22. La 23esima, un uomo i cui tratti fanno pensare si tratti di un italiano, tra i 55 e i 60 anni, non è stata identificata e la salma non è stata neppure rivendicata da alcun familiare.

Ecco i nomi e le storie delle vittime accertate.

-Pasquale Abbasciano è il macchinista morto nell'incidente ferroviario. Aveva 61 anni. A settembre sarebbe andato in pensione. Qualche anno fa Abbasciano sarebbe rimasto coinvolto in un deragliamento leggero dello stesso treno ma senza conseguenze.

Il vice-questore Fulvio Schinzari

-Stava tornando al lavoro dopo le ferie il vice questore aggiunto della Polizia di Stato Fulvio Schinzari,59 anniDa Andria, dove viveva con la moglie e due figlie (in un primo momento si era diffusa la notizia, poi smentita, che anche una di loro si trovasse sul treno), era diretto a Bari: qui, esattamente quattro anni fa, aveva assunto l'incarico di dirigente dell'ufficio del personale della Questura. Cinquantanove anni, nato a Galatina (Lecce), appassionato di musica, Schinzari ha svolto tutta la sua carriera di poliziotto in Puglia. Ma nei ranghi della polizia di stato non è entrato subito. Dopo la laurea in Giurisprudenza, nel 1985, per quattro anni ha fatto l'avvocato. L'ingresso in polizia è del 1989.



-Patty Carnimeo, 30 anni lascia una bambina di due anni e mezzo. Era di Bari dove lavorava come estetista ma viveva ad Andria con il marito. Una pendolare come tante "quel treno lo prendeva ogni giorno per andare a lavorare - raccontano due giovani amiche- era una persona bellissima, bionda con gli occhi chiari, una madre dolcissima. Ora come fai a spiegare a una bambina di due anni e mezzo una cosa cosi?", si chiedono tra loro. "Certo crescerà col padre sì ma...una madre, la mancanza di una madre..."



-La speranza dei parenti è venuta meno: il 24enne Gabriele Zingaro è stato riconosciuto dai genitori tra i corpi delle vittime dell'incidente ferroviario. Gabriele aveva da poco trovato lavoro in una fabbrica di Modugno (Bari) e era andato al Policlinico per farsi controllare una ferita che si era procurato in un infortunio sul lavoro.

-Giuseppe Acquaviva, 59 anni, è stato sbalzato dallo scontro nei campi. Per questo inizialmente era stato scambiato per un contadino. "Non aveva alcun segno sul corpo - raccontano i medici del Bonomo - solo un buco impressionante in testa. Non c'era nulla da fare". Si trovava sul treno con la sorella, Serafina, 62 anni, casalinga, anche lei morta, la stava accompagnando al policlinico di Bari per accertamenti neurologici. Timida e riservata usciva di casa solo quando c'era il fratello.

Antonio Summo, 15 anni

-Antonio Summo
, 14 anni, di Ruvo di Puglia. Lo hanno trovato morto tra le lamiere. I genitori lo hanno riconosciuto dalla borsa, dai libri, dai pantaloncini e dalle scarpe da ginnastica. Era andato ad Andria, dove frequentava l'istituto industriale, per recuperare dei debiti formativi. Stava rientrando a casa una lezione finita fatalmente prima.



- C'è un altro giovanissimo tra le vittime: Francesco Tedone, 17 anni. "Stava tornando a casa - racconta un parente -. Era andato a trovare un'amica".  Era appena tornato da un anno in Giappone per il programma Intercultura.

Jolanda Inchingolo, 25 anni

-Jolanda Inchingolo
, 25 anni, si doveva sposare il prossimo settembre. Viaggio di nozze: Parigi. Stava per laurearsi in chimica. Stava andando a Bari, è stata riconosciuta da un anello con una pietra nera che indossava.

-Enrico Castellano, 74 anni, fratello del giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Franco, è tra le vittime dell'incidente ferroviario. Viveva tra Torino e Cuba, dirigente bancario in pensione, ed era tornato lunedì in Puglia per poter festeggiare oggi il suo onomastico in famiglia. Parlando con i giornalisti all'esterno dell'istituto di Medicina legale al Policlinico di Bari, sua figlia, che ha definito Enrico una «persona gioiosa», ha detto che ora «mi aspetto la verità, non insabbiatela, voglio i nomi dei colpevoli». «Le istituzioni - ha aggiunto - si ricordino che meritiamo di andare in treno e tornare a casa». Suo figlio Giuseppe, invece, ha detto di avere un «enorme senso di colpa», ricordando che «la sera prima erano stati a cena insieme». Da Andria, dove suo figlio viveva, il giorno dell'incidente Enrico ha preso il treno per Bari dove avrebbe fatto dei servizi e incontrato suo fratello. «Mia figlia e mia moglie - racconta Giuseppe - avrebbero dovuto prendere il treno con lui, ma poi mia figlia non voleva venire a Bari ed è rimasta a casa, mentre mia moglie ha preso il treno precedente».

-La signora Donata Pepe 63 anni, di Terlizzi, ha salvato la vita al nipote Samuele, 6 anni. Il bambino era tra le sue braccia quando c'è stato lo scontro ed è stato salvato dai vigili del fuoco. Stavano andando a Barletta per prendere una coincidenza per Milano e tornare a casa dai genitori del bimbo. Il piccolo era in Puglia per passare qualche giorno di vacanza con la nonna.

-E' stato riconosciuto dal figlio Marco, Salvatore Di Costanzo, 56 anni, del quartiere Colognola di Bergamo. Di professione agente di commercio, era allenatore del calcio provinciale. Andava ad Andria per un appuntamento di lavoro: volato di prima mattina da Orio al Serio, era atterrato all'aeroporto di Bari, ma dopo un sms inviato a un amico, di lui non si era avuta più traccia.

- Maurizio Pisani, 49 anni, esperto di marketing e manager del settore alimentare, era in viaggio sul convoglio diretto a Bari: stava rientrando a Milano, per lavoro. Pisani era di Pavia e si trovava in Puglia con la moglie e la figlia, che però non erano sul treno. Di Pavia, abitava a MIlano. Era figlio del professor Mario Pisani, docente emerito di procedura penale dell'Università di Pavia; sua sorella, Simona Pisani, è avvocato. Tre anni fa aveva fondato la ' Pisani Food Marketing'; in passato aveva svolto compiti dirigenziali in diverse società del settore alimentare.

- Luciano Caterino aveva 37 anni ed era originario di Corato (Bari). I suoi resti sono stati trovati a bordo del convoglio giallo, quello proveniente da Bari, di cui era il macchinista. L'uomo nell'impatto è rimasto dilaniato. Era uno dei più giovani assunti delle Ferrovie del Nord Barese. Rimasto orfano a 9 anni si era caricato sulle spalle la cura dei terreni di famiglia.Viveva con il padre e i fratelli.

- Albino De Nicolo, 57 anni di Terlizzi, era capotreno del treno 1016. Una vita sulle ferrovie, passione trasmessa ai due figli maschi.

- Sempre disponibile per il prossimo, una vita spesa per gli altri. Alessandra Bianchino, 29 anni, natali a Trani, una laurea in Scienza dell'Educazione e un impegno sin da piccola nell'oratorio dei Salesiani di Corso Cavour ad Andria, è una delle 27 vite strappate dal destino nello scontro ferroviario avvenuto ieri tra le campagne di Corato e Andria. Nel mondo dell'associazionismo e del volontariato la conoscevano tutti ad Andria. A partire dai volontari dell'Avis, impegnati in una straordinaria gara di solidarietà per la raccolta di plasma. Una esperienza tante volte condivisa con lei che già da bambina aiutava in Chiesa e frequentava il catechismo prima di proseguire il suo impegno all'insegna della solidarietà all'oratorio. Chi la conosceva - come Giampaolo, un amico d'infanzia - la descrive come «una ragazza dolce, affabile, piena di voglia di vivere». Tornava da Milano dove era andata a trovare la sorella che aveva appena partorito. E' salita sul treno all'ultimo istante.

- Rossella Bruni, 22 anni, di Trani. Blogger, scrittrice, attivista per i diritti delle donne. Studiava Lettere.



- Maria Aloysi, 49 anni, di Andria. Viveva a Modugno. Ogni giorno saliva su quel treno fino ad Andria dove andava a trovare l'anziano padre. Quando non poteva era il marito a sostituirla. Lascia due figli, di 21 e 18 anni.

- Michele Corsini, 61 anni, era nato a Bergamo. A Barletta aveva aperto un bar in pieno centro. A Bergamo aveva un'altra attività: addetto al controllo qualità di un'azienda e volontario con i disabili.Trascorreva quattro mesi di fila a Barletta dove ha fondato un giornali free press e un'associazione.

- Julia Favale, nata in Francia, di 51 anni. Docente di francese aveva lavorato al liceo classico di Andria e a quello scientifico di Barletta. Era appena tornata da Bruxelles dove era stata in vacanza con la figlia. La figlia era sul treno ed è tra i feriti.

- Nicola Gaeta, di Bari. Aveva 56 anni. Capostazione, quel giorno doveva essere di riposo. Ma era stato chiamato per sostituire un collega malato.

- Benedetta Merra di Andria. Aveva 52 e paura delle macchine. Stava tornando da un controllo del sangue al policlinico di Bari. Sposata, aveva un figlio.

- Giovanni Porro, 60 anni. L'ultimo ad essere riconosciuto, per un giorno e mezzo nessuno aveva sporto denuncia. Lavorava alla comunità montana di Ruvo.