Terrorismo, a Brescia fermata una donna italiana in partenza per la Siria

La trentenne era pronta ad unirsi alle truppe dell'Is, così come scriveva sul suo profilo Facebook. Il marito, tunisino in attesa del permesso di soggiorno, è stato espulso

BRESCIA. Una donna italiana di 30 anni e suo marito volevano partire per andare in Siria e combattere con l'Is. Lei è stata fermata dalla polizia mentre l'uomo, tunisino, è stato espulso dall'Italia. La donna è indagata per il reato di "arruolamento con finalità di terrorismo".

Dopo le indagini indagini della Digos di Brescia è emerso il percorso di radicalizzazione condotto dalla trentenne con il supporto del marito: aveva iniziando ad indossare il 'niqab' completo, ossia il velo, e uscendo raramente solo per incontrare il marito. L'uomo, infatti, dall'inizio di quest'anno non frequentava più l'abitazione di famiglia, circostanza documentata da mirati servizi di osservazione e pedinamento.


La coppia, che non ha figli, si è sposata civilmente in Italia nel dicembre 2015, ma già nel 2010 aveva contratto matrimonio con rito islamico.Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati vari supporti informatici e i documenti validi per l'espatrio intestati alla donna, che avrebbe potuto utilizzarli per raggiungere la Siria.

I profili Facebook. Il monitoraggio dei profili social della coppia ha rivelato forme di esaltazione del Daesh e di propensione al martirio da parte di entrambi. Sulla bacheca Facebook usata per comunicare con il coniuge, la donna, P.S. scriveva: "Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero. Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta... Il Paradiso, il paradiso, il paradiso,giuro che non ce la faccio ad aspettare...".