Festival Trame, legalità e libertà al centro della sesta edizione

La manifestazione contro le mafie inizierà a Lamezia Terme, in Calabria, il 15 giugno e finirà il 19. Saranno presentati oltre 40 libri in esclusiva e ci saranno dibattiti, spettacoli e proiezioni

ROMA. La criminalità organizzata si combatte anche con i libri. Il 15 di giugno a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro e “terra di ‘ndrangheta”, inizierà la sesta edizione di Trame, l’unico festival dei libri sulle mafie. A Roma, nella sede della Treccani, c’è stata la conferenza stampa di presentazione della rassegna. Sono intervenuti MassimoBray, direttore generale dell’Istituto della enciclopedia italiana e ArmandoCaputo, presidente della Fondazione Trame.

Saranno cinque giorni dedicati alla legalità e alla libertà, il grande tema scelto per questa edizione. Al centro della manifestazione ci saranno i libri e la lettura che faranno da apripista a dibattiti, proiezioni e spettacoli che avranno come tema centrale la lotta alle mafie. Tra gli ospiti di punta, il direttore del Fatto QuotidianoMarco Travaglio, il giornalista dell’EspressoEmiliano Fittipaldi e il sindaco di Lampedusa e Linosa GiusiNicolini. Il primo cittadino ha da poco lanciato un patto di reciproca assistenza chiamato “La rete dei sindaci di frontiera”: la risposta “di chi lavora nelle trincee della migrazione a un’Europa che alza i confini”. Ne parlerà con EricJozsef, giornalista di Libération, nell'incontro "L'isola del giorno dopo".

Conferenza stampa di presentazione di Trame

Oltre 40 libri in anteprima. Saranno presentati in anteprima nazionale oltre 40 libri. Tra i più attesi, “Un marziano a Roma” dell’ex sindaco della capitale IgnazioMarino e “Il mondo di sotto” di FedericaAngeli, giornalista de La Repubblica. Il titolo riprende “Mondo di mezzo”, cioè l’operazione con la quale sono stati arrestati l'ex-terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari Massimo Carminati e altre 37 persone, accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio di denaro e altri reati. In poche parole, Mafia Capitale, presunta associazione a delinquere di tipo mafioso-politico-imprenditoriale, che operava a Roma a partire dal 2000 circa.

Il logo della sesta edizione di Trame (fonte: http://www.tramefestival.it/)

La mano a sei dita. Il logo di questa edizione di Trame è una mano a sei dita. “Una mano forte. Più forte. Non è un errore anatomico il simbolo che GuidoScarabottolo ha usato per questa edizione di Trame – spiegano gli organizzatori della rassegna– Piuttosto, è una mano capace di contenere tutte le altre edizioni di questo festival che ha superato di slancio la sua prima età per diventare sempre più adulto, coinvolgente e inclusivo. Una mano capace di impugnare con forza la bandiera scelta per questa edizione: la bandiera della libertà”.

“Viva la libertà”. Ed è proprio con il film “Viva la libertà” di Roberto Andò che comincerà il festival. In tutto sono quattro i film del regista che saranno proiettati durante la manifestazione. Ci sarà anche il suo ultimo lavoro, “Le Confessioni”, uscito nel 2016.

I 30 anni del Maxiprocesso. A Trame si parlerà anche del Maxiprocesso di Palermo, cioè il processo penale celebrato a Palermo per crimini di mafia tra cui omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, associazione mafiosa e altri. Durò dal 10 febbraio 1986, giorno di inizio del processo di primo grado, al 30 gennaio 1992, giorno della sentenza finale della Corte di Cassazione. In occasione dell’uscita del libro “Le mille morti di Palermo” di AntonioCalabrò, ci sarà un incontro per riflettere sul trentennale del Maxiprocesso con l’autore e con GiuseppeAyala, magistrato, politico e pubblico ministero del processo alla mafia.

L’app contro la mafia. Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, presenterà “NoMa”, l’app gratuita contro la mafia per smartphone e tablet. L’applicazione racconta le storie di chi ha sacrificato la propria vita per lottare contro la criminalità organizzata. È un progetto che non ha soltanto l’obiettivo di custodire la memoria dei luoghi e delle persone ma anche di aiutare i commercianti di Palermo e delle zone vicine che continuano a lottare contro il pizzo.