Pubblica amministrazione. Boom delle consulenze, in un anno il 60% in più

Ministro Madia

La spesa pubblica per consulenze e collaborazioni a esterni è tornata a crescere, tanto che il costo è salito a quasi 1,2 miliardi di euro. A svelarlo il rapporto del ministro della Pa Marianna Madia

ROMA. La spesa pubblica per consulenze e collaborazioni a esterni è tornata a crescere, con un’impennata del 60 per cento in un anno. Tanto che il costo è salito a quasi 1,2 miliardi di euro. A svelarlo il rapporto del ministro della Pa Marianna Madia che ha reso pubblici tutti i dati sugli esborsi-extra per incarichi conferiti da Regioni, ministeri, università e il resto della Pubblica amministrazione.

Dopo anni di cali quindi, in cui la stretta aveva prodotto risparmi, si rifà viva l’usanza di assegnare “commesse”, dietro compenso, pescando fuori dal perimetro della pubblica amministrazione che conta 3,2 milioni di dipendenti. I dati, forniti dalle stesse amministrazioni, che hanno l’obbligo di comunicarli all’Anagrafe delle prestazioni, inchiodano gli enti, uno per uno.

Affidarsi ad esterni è di per sé una pratica lecita, neutra, ma, e lo prevede la legge, va monitorata affinché non sia utilizzata per secondi fini. Ecco il perché dell’operazione verità del ministero, tenuto a riferire annualmente al Parlamento.

Tutto ciò ancor prima dell’entrata in vigore del decreto sulla trasparenza, uno degli undici provvedimenti attuativi della riforma Madia, appena trasmesso alle Camere per i pareri.

Nel dettaglio, guardando alla relazione firmata da Madia si legge come «nel 2014 il totale dei compensi erogati è aumentato del 61,32 per cento, passando da 738 milioni a 1.200 milioni di euro invertendo la tendenza in diminuzione registrata negli anni precedenti».

Considerando i soggetti “chiamati” a svolgere una qualche attività sotto forma di consulenza o collaborazione, il loro numero sale del 15,7 per cento ma ancora più significativo è l’incremento di quanti hanno ricevuto un compenso (+47,9 per cento). Insomma non si tratta di lavori svolti gratis o magari, semplicemente, le amministrazioni si sono decise a pagare solo nel 2014. La situazione non è la stessa su tutto il Paese.

Di certo il primato spetta al comparto delle Regioni, che nel 2014 ha registrato un aumento dei costi per la voce in questione del 113,3 per cento, seguono i comparti “Ricerca” (+56,2%), “Scuola” (+55,2%), “Università” (+45,7%), “Sanità” (+33,2%) e “ministeri, presidenza del Consiglio dei ministri, Agenzie fiscali” (+32,1%).

A livello territoriale, la maggior parte dei consulenti «ha ricevuto l’incarico da amministrazioni localizzate in Lombardia, seguono Lazio, Emilia Romagna e Veneto. L’altra opzione, quella di dare l’incarico a chi è già all’interno della Pubblica amministrazione, stando sempre alle informazioni inserite nell’Anagrafe, è meno praticata (155.839 dipendenti pubblici 176.855 “outsider”).

Ma anche per chi è già dentro i costi risultano in aumento (cala il numero dei travet con incarichi ma sale del 38 per cento la spesa per compensi). Sommando tutto il capitolo incarichi, sia interni che esterni, viene fuori un esborso di quasi 1,5 miliardi per quasi 600mila mandati, spalmati su oltre 300mila soggetti.