I pediatri: allarme telefonino per i bambini

I medici chiedono di vietarli al di sotto dei dieci anni. Tra i motivi per cui i minori dovrebbero stare il più lontano possibile dal cellulare, effetti collaterali come perdita di concentrazione, problemi di apprendimento, aumentata aggressività, disturbi del sonno,  diminuzione della memoria

L’Italia è al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media di chi ne ha uno diminuisce sempre di più. L’uso si sta, insomma, trasformando in “abuso”. E la Società italiana di pediatria preventiva e sociale lancia l’allarme: i telefonini, ai bambini al di sotto dei dieci anni, andrebbero vietati. Perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività sono, secondo gli esperti, solo alcuni degli effetti nocivi per la salute che gli smartphone provocano nei più piccoli.

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«Si tratta di piccole ricetrasmittenti – spiega Maria Grazia Sapia, pediatra esperta del rapporto tra ambiente e infanzia – che vengono normalmente tenute vicino alla testa durante le comunicazioni. I danni per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca infatti l’aumento localizzato della temperatura, attivando il sistema naturale del nostro organismo».

«Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate – prosegue la specialista –, possono alterare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule, con necrosi dei tessuti. Inoltre, è accertato che, alle dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani, quali droga, alcol e fumo, si è ormai aggiunta da telefonino, con gravissime ripercussioni sullo sviluppo psichico e sociale dell’individuo».

Secondo un’indagine Eurispes, nel 18% dei casi il telefonino arriva tra le mani dei figli già a sette anni e, secondo il Censis. il 22% dei bambini lo usa un’ora al giorno e il 23% fino a quattro ore. Il primato della tecnologizzazione precoce, tra le regioni italiane, spetta al Lazio, dove oltre il 50% dei bambini tra i sei e sette anni usa il tablet una o due ore al giorno, fino al picco di quattro ore. A dieci anni, la soglia supera il 60%.

«A oggi – continua Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (www.sipps.it) – non conosciamo tutte le conseguenze legate all’uso dei cellulari, ma da un utilizzo eccessivo potrebbero scaturire una perdita di concentrazione e di memoria, oltre a una minore capacità di apprendimento e a un aumento dell’aggressività e dei disturbi del sonno. Penso che i bambini non debbano usare il telefono cellulare o, se proprio i genitori non possono fare a meno di dare ai propri figli quest’oggetto, mi auguro che venga utilizzato per pochissimo tempo, evitando di passarci ore e ore, scambiandosi sms, chattando o navigando».

L’altro grande problema legato all’uso dei cellulari è infatti legato alla sfera comportamentale: l’abuso di smartphones non solo provocherebbe dipendenza, ma sarebbe alla base di comportamenti asociali e dell’incapacità di bambini e ragazzi di costruire relazioni stabili con le persone che vivono intorno a loro.

«Sono molti – conclude Di Mauro – i ragazzi che, pur stando uno vicino all’altro, non si parlano ma continuano a tenere lo sguardo fisso sul telefonino. Se non mettiamo un freno a questa vero e proprio invasione, le nuove generazioni andranno sempre più verso l’isolamento».

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