Roberto Gervaso: «La mia lunga battaglia contro il cancro»

Lo scrittore: «Ho reagito come se avessi una polmonite o un malanno comune, senza scoraggiarmi»

«Convivo da quindici anni con la mia diagnosi di tumore alla prostata. Chi riesce a sopravvivere così a lungo dopo un cancro, non può far altro che smentire le affermazioni, frutto dell’ignoranza, che etichettano le neoplasie come male incurabile». Roberto Gervaso è un giornalista, storico e scrittore, commentatore politico e di costume. La sua battaglia contro il cancro è stata intensa. Inarrestabile come la sua voglia di vivere e la sua ironia.

Lo slalom fra i controlli. «Mi sono sempre sottoposto a controlli periodici, prostata compresa: ho iniziato – racconta – quando avevo 23 anni, perché amo il mondo della medicina e sono scrupoloso. Ho eseguito il famoso test del Psa (antigene prostatico specifico, ndr) per circa un decennio. Nel 1999 il valore era 1,5, nella norma. Un anno dopo, però, schizzò a 3,04, su un massimo di 4. Sul momento mi preoccupai, ma il medico mi rassicurò, perché ben tre ecografie erano negative, così come l’esplorazione rettale».

Nei tre mesi seguenti Gervasio si è sottoposto ad altri controlli, ma il livello del Psa non ne voleva sapere di stabilizzarsi, continuava a oscillare. «Ai primi di luglio, dopo l’ennesima ecografia – continua – tagliai la testa al toro e decisi di fare una biopsia. Risultò positiva. Non persi tempo, mi recai al San Raffaele di Milano e fui operato. Fu così che dissi addio alla mia cara ma ormai malandata ghiandola…».

La lotta per guarire. Uscire la tunnel è stata tutt’altro che una passeggiata. Per guarire, Gervasio è passato attraverso 42 sedute di radioterapia in quattro mesi, oltre all’ormonoterapia. «Come ho affrontato tutto questo? Psicologicamente, meglio del matrimonio! – risponde scherzando – Ho reagito come se avessi avuto una polmonite o un altro malanno comune. Sapevo che mi sarei dovuto sottoporre a trattamenti, alcuni impegnativi ma, senza scoraggiarmi, ho indossato i panni del paziente. Anche perché il prezzo da pagare, in caso contrario, sarebbe stato ben più alto. A una certa età si mettono in conto acciacchi e malattie di qualsiasi genere. Il cancro rientra nella lista delle possibilità».

Cosa fare quando si scopre. Il consiglio che oggi l’intellettuale darebbe a una persona con una diagnosi di tumore è semplice: fare quello che viene indicato dal medico. «È l’unico modo per sopravvivere. Oltre a non piangersi addosso – precisa – perché così si contribuisce a creare un clima di sfiducia in amici e parenti. Si deve scegliere la reazione più efficace, che fa meno soffrire».

In una parola, è bene affrontare il cancro stoicamente, perché nella vita i problemi capitano a tutti, in particolar modo quelli legati alla salute. «Inoltre – aggiunge – sottolineo il valore della prevenzione. Disponiamo di test efficaci, molti sono gratuiti: sarebbe proprio da sciocchi non effettuarli».

Cosa resta “dopo”. Impossibile non chiedere a Gervasio cosa abbia raccolto da questa esperienza. Lui, con ironia, risponde che, dopo avere “abusato” della prostata, Dio lo ha punito con “la pace dei sensi”. «L’esperienza della malattia – continua – mi ha fatto capire meglio di quale straordinario patrimonio disponiamo: il nostro Servizio sanitario nazionale. Malgrado le difficoltà, si mantiene su livelli eccellenti. Certo, le storture e i problemi esistono, inutile negarlo. Ma, per quanto riguarda il mio caso, l’operazione al San Raffaele è andata benissimo. Oggi eseguo i controlli a Tor Vergata, altro fior di ospedale. E tutto è sempre perfetto. Probabilmente, in tutto questo, la persona che si è spaventata di più è stata mia moglie».

Gervasio ha approfittato del tempo libero per intensificare la sua attività di scrittore, partecipando anche a trasmissioni televisive. «Rifarei tutto, dall’inizio alla fine. Posso confessare che il tumore mi ha reso più saggio e meno libertino. Anzi, sa cosa le dico? Non sono mai stato così prolifico da quando mi hanno privato di quella “gloriosa e marziale ghiandola”».

twitter: @sara_ficocelli

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