Buona scuola, è record di precari con la valigia

Un docente su 5 “emigra” per lavorare. L’Anief: «Più posti al Sud»

ROMA. Un docente precario su cinque sarà costretto a fare le valigie per inseguire il sogno della cattedra o, quantomeno, del posto fisso. Il quadro lo dipinge il sindacato Anief, che diffonde una tabella che incrocia i posti disponibili con le domande di assunzione pervenute al Miur. Più si scende a Sud lungo lo Stivale, più il problema si acuisce: obbligato alla migrazione un insegnante campano, calabrese o siciliano su due, un pugliese o lucano su tre. Stesso destino dei colleghi meridionali per un laziale, un toscano e un abruzzese su quattro. Meglio è andata ai sardi che, con le manifestazioni “Scuola no-trolley”, avevano rivendicato a gran voce il loro diritto a non lasciare l’Isola per il continente: soltanto in 71 dovranno abbandonare le loro famiglie.

Alla fine saranno circa 15mila, secondo Anief, i precari che dovranno emigrare. Numeri confermati in parte da Marco Campione, capo della segreteria del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che intervenendo alla trasmissione radiofonica Fahrenheit ha parlato di 6-7mila «fuori provincia» per la fase B delle assunzioni e altrettanti per la fase C. La bussola indica sempre il Nord: Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, ma soprattutto Lombardia. «È un vero e proprio esodo» ha commentato Valentina Aprea, assessore all’Istruzione della regione presieduta da Roberto Maroni. Secondo l’ex sottosegretario all’Istruzione ai tempi del ministro Moratti «le graduatorie ad esaurimento non saranno svuotate come proclamato dal Governo alla presentazione del piano della Buona scuola e la complessità di questo piano di assunzioni potrebbe rivelare la sua perversità già con l’avvio del prossimo anno scolastico, per poi continuare ancora l’anno prossimo con una prevista mobilità straordinaria che pregiudicherà ulteriormente la continuità didattica e la preparazione dei nostri giovani».

È da ridimensionare anche il successo delle iscrizioni al piano assunzioni, pensando che, tra i circa 18mila posti da assegnare su cattedra nella fase “B” e i 55mila di potenziamento della fase “C”, le domande presentate sono duemila in meno rispetto alle assunzioni programmate. E di precari da assorbire dalle Gae ce ne sarebbero almeno 150mila, quasi il doppio rispetto alle 71mila registrazioni pervenute a viale Trastevere. Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, il problema si potrebbe risolvere aumentando la dotazione di organico di posti di potenziamento al Sud, proprio perché «soltanto così si comincerebbe ad affrontare la questione meridionale».

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