Italicum, oggi voto finale. Letta: Mattarella non firmi

L’ex premier attacca: «Una forzatura, come fece Berlusconi con il Porcellum» Non ci sarà lo scrutinio segreto ma cresce l’area del dissenso tra i democratici

ROMA. Questa sera l’Italia a distanza di quasi dieci anni, avrà una nuova legge elettorale. Ma l’epilogo dell’iter parlamentare dell’Italicum sancirà la spaccatura del Pd. L’ultimo atto si consumerà quando la Camera sarà chiamata a votare il testo finale della legge che il governo ha voluto blindare con la richiesta di fiducia. Una decisione che ha già prodotto 37 voti contrari tra i deputati della minoranza Dem chiamati a votare la scorsa settimana sui tre articoli delle legge. Tra loro, i big del partito come l’ex premier Enrico Letta e gli ex segretari Pier Luigi Bersani e Guglielmo Epifani insieme a Rosi Bindi, Stefano Fassina Gianni Cuperlo e Pippo Civati, entrambi sfidanti del presidente del Consiglio alle primarie.

Non verrà presentata la richiesta di voto segreto «e sarebbe meglio che anche gli altri evitassero di chiederlo» ha sottolineato Cuperlo. Ma sull’entità della spaccatura, inciderà il metodo che sarà utilizzato dai deputati per dissociarsi dall’approvazione dell’Italicum. Di questo, si parlerà in una riunione già prevista questa mattina. Perché un conto è uscire dall’aula e non votare, un altro è mettere il sigillo del “no” ad una legge fortemente voluta dal governo presieduto dal segretario del proprio partito. «Decideremo insieme agli altri se non partecipare al voto o esprimere voto contrario. Lo faremo nella chiarezza, senza agguati», ha aggiunto Cuperlo. Ma la ferita, ormai è certo, sarà lacerante quando dalla conta mancheranno i dissidenti Pd.

I numeri oggi potrebbero essere meno favorevoli a Renzi. Ai 37 potrebbero unirsi quei deputati della minoranza che hanno votato la fiducia, ma si sono sempre detti contrari nel merito e nel metodo all’Italicum. È possibile dunque che si arrivi fino a 50 voti, che non metteranno comunque a rischio l’approvazione della legge. Il muro contro muro non sembra spaventare il presidente del Consiglio che ieri dal palco della festa dell’Unità a Bologna ha detto chiaro e tondo: «Abbiamo messo la fiducia rischiando l’osso del collo per dimostrare che per quell’idea eravamo disponibili a farci mandare a casa. Se tutto andrà come spero, abbiamo girato una pagina di una rilevanza pazzesca per il nostro paese».

Ma se il segretario-premier sembra certo di tagliare il traguardo dell’Italicum, il dissenso all’interno del suo partito è all’atto finale. Ieri Enrico Letta, a cui Renzi si era rivolto sprezzante accusandolo di criticarlo solo per promuovere il suo libro in uscita, ha accusato il premier di essere uguale a Berlusconi. «La legge elettorale è una forzatura che mi ha sorpreso, lo stesso comportamento che tenne Silvio Berlusconi con il Porcellum», ha risposto Letta in un’intervista.

«Abbiamo accusato Berlusconi di aver introdotto il metodo per cui, chi ha la maggioranza si fa la sua legge elettorale. Abbiamo detto, mai più. Invece oggi il Pd sta facendo la stessa cosa. Io comunque voterò contro e spero che la legge non sia ne’ approvata, ne’ firmata dal presidente Mattarella. Anche se non mi scandalizzerò se la firmerà. L’Italicum è un parente stretto del Porcellum di cui non condivido metodo, percorsi, contenuti».

Oggi dunque conteranno solo i numeri. La votazione arriverà in tarda serata visto che prima ci sono da liquidare una sessantina di ordini del giorno. Si parte da una maggioranza che balla tra i 405 e i 410 deputati. Senza i 50 dissidenti Dem e qualche centrista (da Nunzia De Girolamo a De Mita) potrebbe scendere a 350. Il limite minimo è 316. Martedì scorso, quando l’Aula ha votato contro le pregiudiziali di costituzionalità (voto segreto) il governo aveva raccolto 385 deputati. Il che significa che i franchi tiratori sono a favore del governo. Tra gli altri, anche i “renziani” di Forza Italia, corrente che fa capo a Denis Verdini. Per questa ragione le opposizioni non chiederanno lo scrutinio segreto. Il voto palese impedirebbe il doppio gioco dei verdiani. Il pronostico è che la legge di Renzi non si discosterà nei consensi finali da quella di Calderoli: anche il Porcellum fu votato dalla sola maggioranza con 323 “si” e l’opposizione fuori dall’Aula. Una scenario che molto probabilmente oggi si ripeterà.

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