5 bufale online che hanno avuto il loro momento di gloria

Storie inventate di sana pianta, foto modificate e video sospetti: le bugie virali girano online alla velocità di un tweet, una condivisione o un like. Con loro nascono anche siti che contrastano il fenomeno smentendo le storie e verificando le fonti

“Se siete qui è perché vi interessano le boiate” esordisce così Craig Silverman, fondatore e direttore di Emergent, sito che si preoccupa di distinguere good news e fake news. Disinformazione e bugie virali grazie a canali diretti e social hanno sempre più successo. A parlare del fenomeno insieme a Silverman anche Margot Gontar, cofondatrice di Stop-fake.org, sito che si occupa di smentire le notizie false che circolo intorno al conflitto ucraino (spesso di matrice russa), Jack Werner, social media editor Metro, e Luca Sofri, fondatore de Il Post.

Oggi i media, anche i più accreditati, vuoi per mancanza di voglia o alla ricerca di clic, cadono nelle trappole del web. “Una buona testata si distingue per quello che non scrive, più che per quello che scrive”, dice Sofri che se ne intende delle sparate in homepage di notizie non verificate. I giornali alimentano il flusso diventando spesso i protagonisti di un vizio ormai diffuso. Ma non tutto è da imputare ai mezzi di informazione. A far scaturire notizie false sono diversi canali: propaganda – come le foto modificate della Corea del Nord – web site fake, siti che di proposito inventano notizie dal nulla (l’ebola arrivata in Usa o la Nasa che conferma sei giorni di buio per dicembre 2014), personaggi che lo fanno consapevolmente e altri no, e infine proprio i giornalisti.

1) Jasmine Tridevil: “la donna con tre seni”. Diventata un fenomeno della rete grazie a una bugia. La massaggiatrice 21enne di Tampa, Florida, aveva detto di non sopportare più le occhiate dei suoi clienti. È stata inchiodata da una denuncia per smarrimento bagagli dove risultava una protesi al seno. A caccia di celebrità, sognava di far parte di un reality show.

2) La scorta di Vladir Putin a forma di pene. Un semplice ritocco con Photoshop. TWEET

3) Aveva preoccupato migliaia di amanti degli animali la storia del gattino morto dopo esser stato dipinto di rosa. Peccato che nessuno avesse chiesto spiegazioni alla persona più indicata: la sua padrona, la scrittrice e modella russa Elena Lenina, che aveva poi smentito la cosa.

4) Gli ogm mietono vittime in tutto il mondo. Una delle storie che aveva avuto più successo parlava di un’intera famiglia morta dopo aver ingerito cibi geneticamente modificati. Ovviamente non era vero.

5) Una foto falsa spaventa per ore i cittadini di New York: l’uragano Sandy sta per arrivare in città. E alcuni giornali come il The Atlantic hanno fatto un bel lavoro per smentire i fake che in quelle ore circolavano in quantità.

L’economia della bufala è un trionfo. Queste e molte altre – i morti per vaccino, un ragazzo crocifisso dai soldati ucraini, una sfastica su un cingolato ucraino, le versioni sull’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines, la morte di Al Baghdadi, un oleodotto esploso in Arabia Saudita per un attacco terroristico – circolano per giorni prima che qualcuno dica che sono false. E se nessuno dimostra il contrario rimangono lì nell’etere digitale diventando leggende metropolitane che si tramandano per anni.