Snowden: "Non importa dove vivi, ti spiano comunque"

Edward Snowden in collegamento Skype al festival del giornalismo di Perugia: la questione della privacy riguarda tutti. In collaborazione con la scuola di formazione di giornalismo di Urbino

PERUGIA. "Se siete seduti in questa stanza e avete un cellulare in mano, dovete essere consapevoli che il vostro governo sa dove siete, la questione della privacy riguarda tutti": così si è rivolto al pubblico del festival del giornalismo di Perugia Edward Snowden, ex ufficiale dei servizi segreti americani che nel 2013 svelò al mondo le attività di controllo di massa dell'intelligence statunitense.

Ora vive in una località segreta in Russia da dove stasera si è collegato via skype per discutere di sorveglianza e privacy insieme al giornalista freelance Fabio Chiusi, al fondatore di Privacy Internazional Simon Davies, a Patrizio Gonnella e Andrea Menapace di Cild, Ben Wizner, consulente legale di Snowden. In collegamento Skype c'era anche Laura Poitras, la regista premio Oscar del documentario "Citizenfour", che riprende le riunioni avvenute tra Snowden e i giornalisti.

La sala dei Notari a Perugia era piena di blogger, giornalisti, curiosi, interessati che hanno fatto più di due ore di fila per partecipare al dibattito durante il quale Snowden ha risposto alle domande dei moderatori e ha spiegato perchè è importante proteggere i nostri dati e quali sono i pericoli di un sistema di sorveglianza di massa.

"E' necessario proteggere i nostri dati, criptarli attraverso sistemi informatici, non importa se viviamo in una società autoritaria o in una democratica. I loro metodi di sorveglianza sono simili - ha spiegato il whistleblower - la differenza è come i governi utilizzano i dati raccolti e se lo fanno con un intento politico." "Nessuno di noi vuole credere che i governi occidentali abusino dei dati che hanno, il problema però è che potrebbero farlo", ha continuato Snowden.

L'informatico statunitense ha parlato anche del suo lavoro nei servizi segreti: "Quando lavoravo negli stati uniti controllavo ogni giorno conversazioni private delle persone. Quando fai questo tipo di lavoro, trovi colpevoli anche dove non ci sono, vedi tracce di terrorismo ovunque, questo è il periocolo della sorveglianza di massa. Non importa se hai fatto qualcosa di sbagliato o no, sei sorvegliato e basta. Tutta questa sorveglianza è inutile e non è mai servita a evitare stragi terroristiche".

Il dibattito si è concluso con una riflessione su cosa vuol dire privacy. "Privacy vuol dire potere e  democrazia" ha affermato Ben Wisner, avvocato di Snowden. "Privacy è libertà di avere una vita privata ed è un diritto che solo i cittadini possono proteggere" ha concluso Snowden.