Diritti dei cittadini su internet. Boldrini: "Serve una legge"

Laura Boldrini, presidente della Camera

La presidente della Camera dei deputati è intervenuta al festival di Perugia annunciando l'intenzione di presentare un documento per impegnare il governo a promuovere i principi democratici nel web. In collaborazione con l'Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino

PERUGIA. "Internet sta allo sviluppo, come l'acqua all'agricoltura". Sono queste le parole della presidente della Camera Laura Boldrini, ospite d'eccezione al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, che aggiunge: "Vogliamo fare una mozione che impegni il governo a promuovere il diritto al libero accesso a internet, anche a livello internazionale, rimuovendo i tanti ostacoli ancora presenti". La presidente ha partecipato all'incontro Verso una costituzione per internet? assieme a Stefano Quintarelli, deputato e informatico italiano, e Massimo Mantellini, blogger ed esperto di tecnologia.

L'accessibilità del web. L'accesso a internet è un diritto e per questo dev'essere fruibile da tutti anche se in Italia, non tutti sono in condizione di connettersi con la bandalarga e oggi l'assenza di una connessione fa la differenza. Una realtà spiegata dalla presidente Boldrini con un esempio personale: "Quando torno nelle Marche (a Jesi, provincia di Ancona), dopo l'ultimo tornante prima della mia casa, il segnale si perde. Un problema per me, che non posso lavorare, e un problema per tutti gli agriturismi che si trovano oltre quella curva. Non hanno connessione, non hanno visibilità e quindi meno ospiti di quelli che possono accedere alla Rete". La presidente Boldrini parla anche delle sue esperienze nei campi profughi: "Insieme ai beni di prima necessità, la richiesta più insistente era l'accesso a internet".

La dichiarazione dei diritti. "Mi sembrava urgente - dice Laura Boldrini - creare uno spazio in cui si discutesse dei diritti e dei doveri nel web". Così è nata la Commissione per i diritti e i doveri relativi a internet composta da un deputato per ogni gruppo parlamentare e da un team di esperti. A coordinare il loro lavoro l'onorevole Stefano Rodotà che nel 2010 aveva promosso l'adozione di un articolo 21bis alla Costituzione che doveva favorire l'uguaglianza nella Rete e la rimozione degli ostacoli economici e sociali per il suo libero accesso. La Commissione ha elaborato una bozza di dichiarazione nei quali sono contenuti i principi fondamentali per un corretto funzionamento di internet. "Questo testo - continua la presidente - non ha come scopo la limitazione della libertà sulla Rete, ma vuole dare delle linee guida al legislatore in vista di una futura regolamentazione. Per rendere più democratico il processo di formazione della Carta abbiamo coinvolto esperti e associazioni, attraverso 65 audizioni parlamentari, e la società civile, tramite una consultazione pubblica". Sono 14.000 i cittadini che hanno espresso il proprio parere e 300 di loro hanno proposto modifiche, poi introdotte nella bozza.

La neutralità della Rete. "In internet esistono interessi enormi, sia delle aziende che degli Stati - insiste Laura Boldrini - per questo è necessario creare una legge che tuteli i diritti della persona anche nel web". E' Stefano Quintarelli a ricordare la proposta dell'onorevole Luca Coppola di rendere permanente la Commissione: "Sarebbe un passo avanti importante, solo in questo modo si potrebbero analizzare le conseguenze che una nuova regola può avere su internet sia nel breve, che nel lungo periodo". Invece, sul rapporto tra neutralità e politica in Italia, si sbilancia Massimo Mantellini: "Avere una Rete meno libera spaventa tutti, ma credo che la scelta della società civile sia sempre andata nella direzione opposta. Per quanto riguarda i politici, invece, da molti internet è considerato come uno spazio ideologico. Non si può negare che anche le lobby economiche abbiano un peso enorme, ma credo che per evitare che i loro interessi trionfino, bisogna coinvolgere i cittadini e sviluppare le regole sulla trasparenza".