Corsa contro il tempo nella città-cantiere

Il punto a un mese dall'inaugurazione di Expo 2015. Occhi puntati su Palazzo italia. Il direttore generale Stefano Gatti rassicura: "Sforzi al massimo, le aree per il pubblico saranno pronte"

A un mese esatto dall’apertura, l’Expo di Milano è una città-cantiere dove si consuma una corsa contro il tempo per rispettare l’inaugurazione. Più di seimila addetti ai lavori, un esercito con il caschetto giallo, con turni fino a 24 ore, sette giorni su sette; 1500 mezzi che escono ed entrano quotidianamente; code ai varchi di ingresso, sempre aperti; ingorghi nelle strade dove si incrociano macchine, camion, gru e navette che fanno entrare e uscire gli operai. Il risultato è una geografia in continua evoluzione, con costruzioni che spuntano nel giro di pochi giorni e video di droni che aggiornano periodicamente sullo stato di avanzamento dei lavori.

Si dovrebbe parlare di cibo in questa Esposizione universale che Milano si è aggiudicata nel 2008, ma a trenta giorni dall’apertura si discute molto del tema ritardi: gli occhi sono puntati su Palazzo Italia, quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di un evento che coinvolge ben 144 stati.

Expo, tranne Palazzo Italia tutto pronto

Si teme, guardando il rivestimento esterno delle facciate, in parte ancora mancante, che non sarà del tutto completato per il primo maggio. Più precisamente gli occhi sono puntati sugli edifici che si affacciano sulla parte Sud del cardo, una delle due vie principali che attraversano questo sito espositivo a forma di pesce, secondo la struttura delle città della Roma antica. Il cardo è dedicato all'Italia, mentre i padiglioni degli altri Paesi si affacciano sul più lungo decumano. Lungo 350 metri, ospita le costruzioni di Lombardia, Confindustria, Coldiretti e di Palazzo Italia. Un Padiglione, quello italiano, che non ha avuto vita facile fino ad ora. Prima l'inchiesta per le Vie d’Acqua, che ha travolto Antonio Acerbo; poi quella di Firenze, sull’appalto. Sono attesi in questa struttura oltre undici milioni di visitatori, sui 20 previsti per tutto Expo. Come lo troveranno il primo maggio?

Expo di Milano, lo stato dell'arte a un mese dall'apertura


Il direttore generale del Padiglione Italia Stefano Gatti, che prima si era occupato degli Affari internazionali di Expo, smorza le polemiche e rassicura: l’apertura avverrà nei tempi previsti. Lo sprint finale, ricorda, è insito nella natura di eventi così importanti, con una data certa da rispettare «Di media in una esposizione universale tre o quattro padiglioni nazionali non aprono il giorno dell’inaugurazione, noi ci siamo dati come obiettivo quello di aprire tutti i padiglioni e sarebbe la prima volta. Tra l'altro in un’esposizione in cui c'è un record di queste strutture: sono 54».


In questo momento tra Palazzo Italia e gli edifici del cardo lavorano tra i 550 e i 600 operai al giorno. Con turni se non di 24, di 18 ore. Ritmi che il Palazzo nazionale condivide con i lavoratori di una decina di padiglioni stranieri costretti ad accelerare.

La priorità, per Gatti, è avere pronte le aree che sono destinate al pubblico. In concreto significa che se Palazzo Italia è composto per due terzi dalla mostra di Marco Balich, il creativo del padiglione, questi due terzi dovranno essere completati in tutte le loro parti entro il primo maggio. «Chi ha pagato il biglietto deve potere vedere la mostra», dice Gatti. L’altro terzo è composto da “servizi”, ad esempio uffici o sale riunioni. Dunque se in questi giorni qualcosa va storto, la direttiva è di concentrarsi sulle parti per i visitatori. Sono tre le aree considerate più importanti: oltra alla mostra di Balich, distribuita su tre piani, la piazza coperta e il ristorante. Una strategia che si basa su due parole chiave: oltre a “dare priorità”, “semplificare”.

La previsione ottimistica del direttore generale del Padiglione Italia si estende a tutto il cantiere Expo: vede sicura l’apertura funzionale il primo maggio. «La nostra sicurezza - dice - non è di mero auspicio ma è basata su numeri concreti: la settimana scorsa abbiamo superato quota 6500 lavoratori al giorno dentro il cantiere. Quando ci immaginavamo uno sforzo massimo, pensavamo a 4000, 4200. Manterremo questo livello, anzi forse lo supereremo arrivando a 7000. Siamo arrivati a uno stadio di mobilitazione e di produzione tali da essere certi che in questo ultimo mese saremo in grado di fare il salto che serve per arrivare pronti all’inaugurazione».

Nelle fotogallerie il confronto tra lo stato del cantiere nel luglio 2014 e nel marzo 2015


@cilucchelli

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