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Follonica, Hockey City compie settant’anni: galeotto fu quel cinegiornale...

.Hockey alla pista del Florida:una formazione del Follonica nel 1954: in piedi da sinistra Porciani, Ticciati, Banti e Bargellini; accosciati Capacci, Benedetti, Gavazzi e la cerimonia di apposizione della targa della scorsa estate

Nel 2022 si celebra “la cifra tonda” di un’avventura partita quasi per gioco nel 1952 e ancora tutt’altro che conclusa

La scritta vergata con la vernice blu all’ingresso di Follonica, sotto al cartello stradale, è lì a ricordare i successi recenti e la storia più remota del movimento rotellistico azzurro: Follonica Hockey City. D’altra parte nove coppe Italia, quattro scudetti di fila, una coppa Cers ma soprattutto una Champions League e una coppa Intercontinentale, unica squadra italiana ad avere in bacheca questi due trofei, raccontano una storia di passione, entusiasmo e radicamento nel territorio che parte da lontano arrivando intatta ai giorni nostri. Prova ne sono le due semifinali raggiunte lo scorso anno dalla formazione di serie A1 in campionato e coppa Italia e l’ennesimo trofeo Tiezzi che premia il miglior settore giovanile dello Stivale oltre al secondo posto nella graduatoria del massimo campionato con cui si è concluso il 2021.

L’inizio di tutto però non fu in un palazzetto dello sport, inteso per lo meno nel senso moderno del termine, ma in una pista scoperta a due passi dal mare vicino al centro siderurgico della città e sulla quale lo sport praticato era il tennis. Da quell’inizio sono passati esattamente settanta anni, cifra tonda e compleanno di quelli da non dimenticare per lo sport cittadino per eccellenza: era infatti il lontano 1952 quando l’hockey su pista sbarcò ufficialmente a Follonica al Florida, che non è un’esotica località del golfo ma uno dei luoghi storici della città che in questi decenni ha visto numerose trasformazioni diventando adesso una terrazza sul mare perfetta per cene a lume di candela e aperitivi con uno straordinario panorama sul golfo e sull’isola d’Elba ma che negli anni ’50 del secolo scorso vide scoccare la prima scintilla dello sport che ha portato Follonica sul tetto del mondo.

Ma perché proprio l’hockey su pista, fra tanti sport che potevano diventare il simbolo della città? L’aneddoto è semplice, curioso e legato a doppio filo a una delle mode dell’epoca, il cinegiornale che lo Studio Luce produceva e trasmetteva nei cinema. Fu proprio durante un cinegiornale che passarono le immagini di una partita di hockey su ghiaccio, sport che per latitudine e tradizioni era quanto di più lontano da una cittadina balneare come Follonica. «Questo sport lo conosco, l’ho visto giocare a Pisa» disse Fausto Bargellini. Bastò quello per far scoccare la scintilla e appassionare quel gruppo di ragazzi degli anni ’50 all’hockey.

La scorsa estate, finalmente dopo un paio di rinvii causa Covid, Comune di Follonica e veterani sportivi del golfo hanno impresso per sempre quel ricordo sul muro dell’attuale complesso del Florida, su quelle scale che uniscono il lungomare alla vicina via Marconi. Del Florida è rimasto solo il nome, non ci sono più né la pista né lo storico dancing della famiglia Bertocci che continua a tramandare il "marchio" nell’adiacente stabilimento balneare. E per tutto il 2022 chi passerà davanti a quella targa leggendo quella data parteciperà anche solo per un momento agli ideali festeggiamenti per la storica ricorrenza.

«La pista al Florida ce la siamo inventata e l’abbiamo creata di sana pianta - ricorda Zeno Zacchini, protagonista di quel Follonica a rotelle nonché di altre mille eventi cittadini, voce del carnevale e memoria storica della città - in origine al Florida c’era un campo di tennis, era una lastra piatta perfetta per quello sport. Io sono nato davanti a quello splendido luogo e iniziai a frequentare la pista ma l’impulso più grosso all’inizio dell’hockey e del pattinaggio follonichese arrivò da Elvio Ticciati che fece da autentico promotore e ci appassionò tutti a questa meravigliosa disciplina. Così ci si mise al lavoro, si costruirono le balaustre di legno, io preparai l’impianto elettrico per poterci giocare la sera e che poi venne anche utilizzato per le prime serate da ballo della discoteca della famiglia Bertocci: fu così che il Florida diventò ufficialmente il primo campo da gioco di hockey in città. Per noi che ci siamo nati sportivamente rappresenta un ricordo indelebile, è un pezzo del nostro cuore e la targa che finalmente siamo riusciti ad apporre rende il giusto merito alla memoria».

E dal libro dei ricordi saltano fuori foto storiche dell’archivio di Laura Ticciati, la figlia di Elvio, che riportano indietro a quei tempi epici del rotellismo follonichese, quando eravamo agli albori di un movimento che è arrivato fin sul tetto del mondo e i campioni dell’epoca si chiamavano Ticciati, Pieraccini, Raspollini, Bargellini, Gavazzi. Solo per citarne alcuni, impossibile metterli in fila tutti. Di sicuro è anche grazie a loro e ai compagni dell’epoca che oggi Follonica è ancora Hockey City.

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