Un grossetano riporta l’Italia in cima al mondo

Marco Bardi è il tecnico della nazionale che ha rotto lo strapotere spagnolo: «Come Mancini nel calcio, ho cambiato tutto»

Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Non si fermano i successi in quest’estate d’oro per lo sport italiano. L’ultimo trionfo tricolore arriva dalla pesca in apnea che, guidata dal direttore tecnico grossetano Marco Bardi, ha strappato ad Arbatax, in Sardegna, alla Spagna il titolo mondiale per nazioni e quello individuale.


L’ex campione del mondo da atleta e medaglia d’oro al valore atletico gioisce per un bottino importante, che riporta l’Italia ai vertici internazionali. «Appena insediato – dice Marco Bardi – nel 2016 ho dato via a una ricostruzione. Come ha fatto Roberto Mancini nel calcio, ho allontanato i vecchi senatori, atleti ultraquarantenni per dare spazio a atleti più giovani, che nel nostro sport sono dai trent’anni in su: servono testa ed esperienza. La mia scelta è stata criticata, ma ha dato i suoi frutti, visto che si partiva dal 10°–12° posto delle precedenti edizioni. In questo 2021 abbiamo vinto sia il campionato EuroAfricano che quello Mondiale».

A livello individuale, ad interrompere lo strapotere spagnolo, che durava da vent’anni, è stato un atleta di Ancona, Giacomo De Mola. «La vittoria – dice Bardi – è stata netta e schiacciante. L’ho fortemente voluto in squadra e non ha deluso le aspettative e ha infatti dominato entrambe le giornate di gara, dimostrando di possedere capacità eccezionali. Anche gli altri componenti della squadra italiana (hanno gareggiato tre uomini e tre donne, nda) hanno contribuito in modo importante al titolo per nazioni, chiudendo al 6° e al 10° posto. Argento alla Spagna e bronzo alla Grecia». Di bronzo le donne, capitanate da Tiziana Martinelli, che ha chiuso quinta, seguita a breve distanza dalle altre due compagne. Il mondiale si è svolto in due giornate. Ogni nazionale aveva a disposizione cinque ore di gare, nel corso delle quali i tre atleti andavano contemporaneamente a caccia delle prede in un susseguirsi di salite e risalite. «Abbiamo messo un limite di ventidue tuffi – spiega il ct maremmano Bardi – altrimenti si entra in zona rischio per la salute. I ragazzi scelgono il tratto di mare migliore e scendono dai 30 ai 50 metri in apnea. Si tratta di un’attività che coinvolge il corpo e la mente ed è proprio la perfetta sincronia di questi due elementi che determina il risultato».

Marco Bardi ha vinto il suo Mondiale nel 1992 in Spagna, come tesserato del Club Subacqueo Grossetano. A quasi trent’anni la Maremma è ancora alla ricerca di un erede. «A Grosseto – spiega il tecnico azzurro – non c’è più la storica sede del club all’acquario, un punto di riferimento per gli appassionati. È rimasta solo una società, il Club Subacqueo, con un centinaio di tesserati ed alcuni agonisti, ma nessuno per il momento in grado di emergere».

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