Dai timori ai playoff, nove mesi di cavalcata

I giocatori biancorossi salutati dai tifosi dopo la vittoria sull’Olbia

Il girone di andata atipico, i blitz in trasferta. Poi la svolta e le tre vittorie di fila nel finale

Una cavalcata lunga nove mesi. Dalle speranze di salvezza alla certezza dei playoff. Miracolo sportivo di provincia, quello del Grifone. Il segreto? Scopriamolo insieme.

È una domenica di fine settembre dello scorso anno, quando il Grosseto torna dopo diverse stagioni a giocare una partita in un campionato professionistico. Accade a Piacenza, per un debutto di prestigio, contro una squadra blasonata e con i biancorossi ovviamente col pronostico avverso, come del resto sarebbe accaduto anche nelle domeniche successive. Lamberto Magrini, tecnico confermatissimo alla guida del Grifone, manda in campo una squadra con ben sette undicesimi di quella che aveva vinto il campionato di serie D. Di quelli in campo, la serie C l’avevano vista solo il portiere Antonino (che ben presto avrebbe ceduto il posto a Barosi), il croato Vrdoljak e Sicurella che in quella occasione entrò soltanto nel finale di partita. Finisce con il Grosseto vittorioso per 2-0, con le reti di Moscati e Galligani, due che assieme a Boccardi avevano trascinato i torelli alla vittoria della serie D e che poi avrebbero continuato a turno a segnare e tanto, anche in Lega Pro. La vittoria di Piacenza però, viene subito gelata la settimana dopo dalla sconfitta interna con un Renate che nessuno immaginava ancora essere una delle big del campionato.


Ma l’inizio di stagione dei biancorossi è assolutamente atipico. La squadra di Magrini infatti, sembra saper vincere solo fuori casa; Lucchese, Pergolettese, Alessandria, Giana Erminio e Pro Sesto, cadranno tutte tra le mura amiche di fronte ai maremmani. Di contro, non c’è verso di vedere una vittoria biancorossa allo Zecchini; dopo il Renate, passano anche Pro Vercelli, Carrarese, Lecco, Como e Pistoiese. Nel girone di andata, per vedere un successo dei torelli, si deve aspettare il 22 novembre, nel derby col Livorno. Poi, solo qualche pareggio, ma anche direzioni arbitrali quanto meno discutibili e su tutte, la perla del rigore contro nella gara col Novara, col fallo avvenuto metri fuori area che finirà addirittura a “Striscia la Notizia” per quanto l’errore fosse clamoroso.

Tuttavia, i biancorossi chiudono il girone di andata con un ottima classifica, ben lontani dalla zona retrocessione, mostrando contro tutti e su ogni campo che questa squadra, in Lega Pro ci può assolutamente stare. Tanto più che Magrini non cambierà mai certe abitudini, come quella di operare quasi sempre tutti e cinque i cambi a disposizione. Un sistema che lo ripagherà spesso, perché così facendo tutta la rosa si sente partecipe di questa avventura e, via via, chi subentra dalla panchina porterà mattoncini preziosi alla causa biancorossa. Grosseto che mai rinuncia a mettere dentro almeno cinque under fin dall’inizio, vuoi per i compensi (poi drasticamente ridotti in corsa) derivanti dal minutaggio, vuoi per il progetto che punta apertamente sui giovani.

Così, il girone di ritorno si apre come era cominciata l’andata e cioè con un altra vittoria sul Piacenza. Ma il girone di ritorno vedrà una mutazione di rendimento, coi biancorossi capaci finalmente di vincere anche alcune gare casalinghe, seppur più in difficoltà lontano da casa. Anche se l’unico rovescio vero, la squadra lo subisce in casa della Pro Vercelli, dove la sconfitta per 3-0 risulterà alla fine quella più pesante di tutta la stagione. Arrivano comunque altri cinque pareggi fuori casa e, tra questi, quello prestigioso di Como, dove seppure in grande emergenza, la squadra alla fine rischia anche il colpaccio che forse avrebbe cambiato il nome della vincitrice del campionato. Il finale di stagione infatti vede spesso Magrini dover fare a meno per infortuni di tanti titolari: da Ciolli e Gorelli, da Moscati a Boccardi e poi Galligani, Sersanti, Vrdoljak, Cretella, Fratini, tutti resteranno fuori chi più, chi meno, piuttosto a lungo. Così, ci sarà gloria anche per gli altri e alla fine i torelli mettono il turbo, battono di fila Pro Sesto, Pistoiese e Olbia, portando a casa gli ultimi 9 punti che significano il nono posto finale e un sogno, chiamato playoff. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA