Giomi lascia la Federazione dopo 8 anni «La delusione più grande, le Olimpiadi a Rio»

C’è ancora in ballo la candidatura di Roma per gli Europei: pronto a dare il proprio contributo nella società maremmana 

GROSSETO

Dopo 8 anni di presidenza Alfio Giomi dice basta. I vertici della Federazione italiana di atletica leggera si mobilitano per la successione, con le candidature di Roberto Fabbricini, già segretario generale del Coni, Vincenzo Parrinello, vice presidente in carica e generale della Guardia di Finanza, e Stefano Mei, ex mezzofondista azzurro, campione europeo dei 10mila nel 1986.


L’atletica leggera italiana andrà alle elezioni federali il 31 gennaio del 2021 a Roma. Per il grossetano Giomi quindi, è tempo di bilanci per quella che è stata una grande esperienza: «Per chi ama l’atletica non c’è niente di più bello che ricoprire questo ruolo», racconta il presidente uscente della Fidal.

La decisione di lasciare la carica comunque, parte da lontano e non è certo giunta in maniera estemporanea: «Ho maturato l’idea due anni fa. Volevo lasciare dopo il primo mandato, ma c’erano molte cose in sospeso che volevo concludere. Ora posso chiudere con la consapevolezza di lasciare l’atletica italiana più in salute che mai», racconta Giomi.

Non ci sono ripensamenti dunque e neanche particolare rammarico per essere arrivati a un passo dall’edizione dei giochi a cinque cerchi di Tokyo, rinviata di un anno a causa del Covid: «Non poter condurre i ragazzi alle Olimpiadi è una sofferenza, ma sono ugualmente sereno e soddisfatto per aver messo al sicuro la squadra. Basti pensare che all’inizio del mio mandato, nel 2012, c’erano 38 azzurri partecipanti ai giochi, mentre oggi andrebbero in Giappone circa 70 atleti».

Proprio alle Olimpiadi di Rio, nel 2016, Alfio Giomi lega il ricordo del momento peggiore della sua presidenza, almeno dal punto di vista dei risultati sportivi: «Quella è stata la delusione più grande, perché resto convinto che si poteva fare di meglio e quindi mi ha fatto male», ammette.

Di contro però, sono state tante le soddisfazioni raccolte. Se si pensa al momento più esaltante dal punto di vista sportivo, per il maremmano Giomi non ci sono dubbi: «La staffetta 4x400 maschile che conquista il titolo di campione del mondo juniores nel 2018. Quello è stato il risultato che ha decretato la crescita del movimento azzurro. Il momento in cui i giovani hanno compiuto il salto di qualità e sono stati raccolti i frutti del lavoro».

Nel passaggio del testimone Giomi auspica invece che tutta la mole di lavoro svolta non venga dispersa: «Mi auguro che ci sia continuità tecnica, questa strategia ha portato a risultati incontrovertibili che sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo dato orizzonti nuovi all’atletica italiana. Pensate all’accoglienza che ricevono in atletica gli atleti non italiani. Pensate a come abbiamo riconosciuto le migliori prestazioni nazionali degli atleti che sono in procinto di diventare italiani. Pensate alla rivoluzione delle corsa su strada, all’invenzione della Runcard. Le tantissime cose fatte ci hanno a volte messo anche in crisi: una federazione che passa da 170mila a 270mila tesserati qualche scotto lo paga. È chiaro che se resti dove sei è molto più semplice».

Al di là dei bilanci lo sguardo rimane proiettato al futuro, visto che in ballo c’è ancora la candidatura per gli Europei di Roma 2024, con il verdetto per l’assegnazione atteso per il 10 novembre: «Il Consiglio federale ha approfondito la candidatura e mi ha dato mandato, nel caso in cui dovessimo vincere, di firmare l’accordo con la European Athletics – spiega Giomi – Lavoreremo negli eventuali tre mesi che rimangono per costruire una governance. Non è escluso che mi trovi ad avere un ruolo nell’organizzazione dell’evento. Continuerò a lavorare, secondo il progetto, poi deciderà il Consiglio federale. Una cosa è certa: me ne vado senza chiedere niente in cambio».

Un atto di chiarezza da parte del presidente Fidal uscente che tanto ha fatto anche per lo sport e il territorio maremmano: «A Grosseto c’è una società di grande prestigio – conclude Giomi – lì potrò dare ancora il mio contributo». —



La guida allo shopping del Gruppo Gedi