Il bronzo nella 4x100 chiude per l’Italia un’edizione da favola

I quattro azzurri della staffetta 4x100 medaglia di bronzo (foto Bf)

Paralimpici, un reclamo ha restituito l’argento alla Russia. Porru: «Commosso quando i ragazzi sono saliti sul podio»

GROSSETO. Si è conclusa con un bronzo splendido quanto inaspettato la quinta edizione degli Europei paralimpici di atletica di Grosseto. La staffetta italiana con Roberto La Barbera, Emanuele di Marino, Andrea Lanfri ed Ismail Sadfi sono arrivati terzi al traguardo della 4x100 con il tempo di 46.23 dietro alla Germania e alla Russia.
Soddisfatti i quattro atleti italiani che per una buona mezz’ora hanno anche gustato l’argento, dopo un giallo accaduto proprio in occasione dell’arrivo. I giudici di gara, infatti, avevano inizialmente squalificato i russi per un’infrazione commessa durante la corsa ponendo l'Italia un posto più in alto sul podio. Ma presto il reclamo della delegazione russa ha convinto la giuria d’appello che le ha restituito la seconda piazza e quindi l’argento. «Questa medaglia rende onore al lavoro che abbiamo svolto finora e ci consacra come squadra vera e pronta per le Paralimpiadi» hanno detto a fine gara i quattro atleti italiani. Il bronzo degli staffettisti va quindi ad arricchire un già ottimo medagliere che vanta 13 medaglie nelle rispettive specialità e categorie di disabilità. Due d’oro (Oney Tapia nel disco e Martina Caironi nei 100 metri), cinque d’argento (Alvise De Vidi nei 400 metri, Oxana Corso nei 100 e nei 200 metri, Giusy Versace nei 200 metri e Martina Caironi nel salto in lungo) e sei di bronzo (oltre alla squadra della staffetta, si sono fregiati di questo metallo Emanuele Di Marino nei 400 metri, Monica Contrafatto nei 100 metri, Arjola Dedaj nei 200 metri e nel lungo, Giuseppina Versace nei 400 metri).
In totale l’Italia si è collocata quasi a metà del medagliere generale, guidato dalla Russia con 131 che ha distanziato di molto le inseguitrici Gran Bretagna 56 e Polonia 50. Non è mancato un plauso agli atleti italiani che con tutta probabilità hanno superato le attese in termini di podio e che soprattutto hanno creato le basi per una squadra di lanciatori, saltatori e corridori che potrà fare molta strada in futuro, a partire dalle prossime Paralimpiadi di Rio di settembre.

«Grosseto - spiega Sandrino Porru, presidente della Federazione sport paralimpici - si è ancora dimostrata città all’altezza per ospitare competizioni di atletica di altissimo livello. Mi sono commosso quando questi ragazzi sono saliti sul podio».
Si è così conclusa una settimana di grandi imprese, di record del mondo, europei, personali, stagionali e dei campionati, in cui la macchina organizzativa del Comitato paralimpico internazionale si è poggiata con successo sui 470 volontari che hanno garantito la perfetta riuscita dell'evento, sempre pronti a coordinare il lavoro e l'attività di atleti, giudici e spettatori in ogni momento delle gare, dentro e fuori dallo stadio Zecchini ancora una volta teatro di una grande competizione di atletica.
Proprio gli spettatori meritano una chiosa finale, da elogiare per una presenza in crescendo dalla prima all’ultima giornata, che non hanno mai mancato di sostenere i propri connazionali in pista e di sventolare il tricolore ed i vessilli dei rispettivi paesi ad ogni gara e per ogni specialità. Una grande festa collettiva, a fine giornata, ha voluto salutare la città (che è già pronta ad accogliere gli Europei under 20 dal 20 al 23 luglio 2017) con tutti i protagonisti: da chi è stato dietro le quinte, come tecnici e dirigenti, in pista, fino agli stessi atleti e volontari a dare un ulteriore e finale tocco di colore ad una manifestazione così celebrata ed in cui sport e sociale sono andate a braccetto.