Manlio e Savina Amodeo, l'arte in una coppia

LA COPERTINA di uno dei due libri

Due eccellenti pittori in due preziosi libri, presentati domani a Grosseto

 GROSSETO. Domani sera, all'Hotel Airone, saranno protagonisti Manlio Amodeo e Savina Tavano Amodeo, due importanti protagonisti della pittura italiana contemporanea. "Due libri, una storia" è il titolo dell'evento, organizzato dal Rotary Club di Grosseto.  Sì, perché Manlio e Savina, piemontesi, conosciutisi 50 anni fa all'Accademia Albertina di Torino, sono anche marito e moglie e dal 1978 hanno scelto la Maremma, prima per fare vacanza, poi per viverci e lavorare.  Dalle 20, Maria Grazia Celuzza, direttrice del Museo archeologico e d'arte della Maremma, e la giornalista Carla Maria Casanova, presenteranno il prezioso cofanetto che contiene due libri con le riproduzioni fotografiche più significative delle opere dei coniugi Amodeo. Il primo volume, "Con occhio attento e amorevole" è firmato da Savina; il secondo, "Architetture della mente", da Manlio. È un'edizione che punta sulla qualità quella di Ricci-Step di Parma, che ha già incassato recensioni formidabili, a partire da quella di Claudio Strinati, già sovrintendente del Polo museale romano, curatore dell'ultima grande mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale e dirigente generale del ministero dei beni culturali. L'introduzione è di Vittorio Sgarbi.  Nei mesi scorsi i due volumi hanno avuto serate dedicate in diverse città italiane, a partire dal Gabinetto Viesseux, in Palazzo Strozzi, a Firenze; e quella all'Hotel Airone, a Grosseto, è davvero un'iniziativa speciale per chi, a livello locale, ama l'arte e le storie (belle) che a volte si nascondono dietro le immagini. Manlio Amodeo è surrealista. Puntinista e paesaggista (meticolosa come un fiammingo) Savina. Personalità diverse, opere diverse, eppure accomunate da una sensibilità: entrambi raccontano di 'cose' fragili: le strutture (spesso improbabili, metafisiche) sono il tema dominante nel volume Architetture della mente; la natura e l'ambiente («Perché dipingere è un po' salvare ciò che potrebbe andare perduto», dice Savina) prevalgono nell'opera della signora. Ovviamente, tra i dipinti selezionati, capita di riconoscere luoghi e volti familiari: da Montemassi alla Fattoria Grandecale di Alberese. E ancora Capalbio o un formidabile ritratto di Sir George Solti. G.B.