Nuovo attacco dei predatori, allevatori in ginocchio

Una delle pecore attaccate dai predatori nella proprietà di Farina

ORBETELLO. Cinghiali, lupi, bollette, prezzo del latte e burocrazia. Le imprese agricole maremmane sono in ginocchio e la situazione non sembra destinata a migliorare.

Di questi problemi che attanagliano le aziende si parlerà lunedì 16 alle 20,30 ad Albinia nella sala riunioni del Consorzio Agrario del Tirreno (strada provinciale della Parrina, 82). Qui Coldiretti incontrerà gli allevatori. Secondo una elaborazione di Coldiretti, sulla base degli indennizzi del 2019, più di un’azienda su due (64%) danneggiata dai predatori a cui sono andati più della metà del totale degli indennizzi (68%), si trova nel Grossetano. Il numero crescente di predazioni, in questi anni, ha contribuito alla decimazione delle stalle contribuendo alla chiusura di una stalla su quattro (-25%). «Il lupo è una specie protetta: è un principio che non abbiamo intenzione di mettere in discussione – sostiene Coldiretti – Ciò che chiediamo è di intervenire per ridurre la popolazione ormai fuori controllo di canidi e ibridi che dominano nelle nostre campagne e fanno razzie negli allevamenti. L’obiettivo è quello di ottenere un impegno preciso da parte della politica per consentire la modifica della legislazione nazionale in materia. Altrimenti tutto è inutile».


A proposito di predazioni, nella zona dell'Osa, ha la sua attività Luigi Farina che, nel giro due giorni ha dovuto fare i conti con due pecore gravide ferite, due disperse, due morte. Negli ultimi mesi le pecore morte sono state 5, 10 quelle disperse. Tutto questo si somma alle 54 morte nell’agosto 2011 in un solo attacco. «Il benessere delle pecore – dice Farina – ormai è compromesso. Di certo non possiamo tenerle dentro anche perché ne risentirebbe la stessa qualità del latte. La situazione è veramente preoccupante. Sono solo spese. Agli attacchi si deve aggiungere la diminuzione del latte delle pecore che sopravvivono, gli aborti di quelle ferite o che si spaventano e il costo degli smaltimenti che noi non possiamo più sostenere».

«Gli incontri sono un momento importante della nostra attività sindacale – spiega il presidente di Coldiretti Toscana e delegato confederale, Fabrizio Filippi – Ci permettono di illustrare alle imprese il lavoro che stiamo portando avanti per tutelarle e sostenerle anche dallo tsunami rincari. Rincari che in Maremma si traducono oggi con un aumento medio dei costi di produzione dei principali fattori produttivi di quasi 15 mila euro per azienda e conti in perdita per il 38% delle aziende maremmane con il rischio chiusura che perseguita una su dieci. La situazione è molto complicata».

«La Toscana – aggiunge Coldiretti – si trascina dietro la presenza fuori controllo dei cinghiali e dei predatori che assaltano le greggi con cadenza quotidiana, il prezzo del latte sottopagato agli allevatori con l’attivazione dell’Ispettorato Repressioni Frodi su eventuali pratiche sleali nella filiera del latte, la burocrazia fino alle nuove opportunità dei bandi regionali e nazionali».

Per info: www.grosseto.coldiretti.it, pagina ufficiale Facebook @cdGrosseto.