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Uno schiaffo al cane, poi botte a un passante e ai carabinieri: follia in un paese della Maremma

Piazza Bruchi a Cinigiano

Quando i militari sono arrivati in piazza, l’uomo è apparso in stato di agitazione, forse a causa di qualche bicchiere di troppo

CINIGIANO. In ordine di tempo: un manrovescio a un chihuahua, un colpo al volto di una delle persone presenti in piazza, le offese ai carabinieri e infine (e ciò gli è costato l’arresto) la resistenza al maresciallo. Pomeriggio movimentato quello di martedì, in piazza Bruchi a Cinigiano. A finire in manette (e adesso ai domiciliari) un 62enne di origini tedesche, Rudolf Wieser, da tantissimi anni abitante in Italia, già qualche grattacapo con le forze dell’ordine.

Quando i militari sono arrivati in piazza, l’uomo è apparso in stato di agitazione, forse a causa di qualche bicchiere di troppo. I militari erano stati chiamati perché Wieser avrebbe prima colpito il piccolo animale, facendolo fuggire; quando la pattuglia è arrivata il cane non c’era, si era allontanato perché spaventato, e non è stato portato da un veterinario. Era anche avvenuto l’altro episodio, quello del colpo al mento di un paesano (diverso dal proprietario del cane), seduto lì accanto. Wieser invece era lì. E secondo la ricostruzione dell’Arma aveva iniziato a rivolgere ai carabinieri offese di vario genere, «improperi» come ha riassunto il comandante della stazione, aggiungendo uno «shut up» (zitto) e altre parole pronunciate in tedesco. E poi spintoni e strattoni al maresciallo.

Wieser è conosciuto in paese, come anche dai carabinieri. Alla giudice Laura Previti il maresciallo ha spiegato che qualche giorno fa la pattuglia era dovuta intervenire in banca, dove lui era entrato nel momento in cui era chiusa la cassa, chiedendo 36mila euro, e vi era rimasto fino alla chiusura: i militari lo avevano accompagnato fuori (accertamenti in corso). Un episodio di molestie era avvenuto nell’agosto dell’anno scorso.

L’indagato, assistito da un interprete, ha preferito non rispondere alle domande. Per lui il pm onorario Pamela Di Guglielmo ha chiesto gli arresti domiciliari, riscontrando la mancanza di remore e il pericolo di fuga. Il difensore Silvia Falconi ha invocato una misura meno afflittiva, facendo presente anche che Wieser non ha parenti in Germania dai quali andare.
Arresto convalidato, facoltativo ma giustificato, ha spiegato la giudice; arresti domiciliari (senza braccialetto) ritenuti una misura efficace e necessaria in considerazione dei precedenti. Ma Wieser potrà allontanarsi ogni mattina dalle 9,30 alle 10 per fare la spesa, dal momento che vive da solo. La difesa ha chiesto i termini, l’udienza è stata rinviata alla prossima settimana. 

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